05/12/2009

Rimedi

Ieri è stata una giornata lunga e faticosa. Il mio umore ha rischiato più di una volta di affogare in una pozzanghera torbida. Con un paio di rimedi ho però scongiurato il pericolo.

Primo: ascoltare questa canzone a tutto volume in auto proprio al culmine dell’ingorgo stradale

Secondo: trovare cinque minuti per infilarsi in libreria e portarsi a casa l’ultimo libro (Il libro che vola) illustrato da Rebecca Dautremer, la regina dell’illustrazione.

04/12/2009

La macchina Polaroid

A quanto pare, sono scadute da poco anche le ultime pellicole Polaroid in circolazione. Avevano smesso di produrle tempo fa, ora qualcuno sta studiando un progetto per creare un tipo di pellicola nuova, meno inquinante, bella come la vecchia, e fare ripartire il tutto. Ne hanno parlato in questa trasmissione radio: ALASKA, molto interessante, che si può seguire comodamente anche dal blog.

La macchina Polaroid è un oggetto vintage per eccellenza e secondo me mantiene il suo fascino nonostante sia abusata. Copia unica, sviluppo immediato… ma la cosa migliore sono i colori, imprevedibili, a volte freddi, a volte ingialliti. Sembra che una foto appena scattata appartenga già al mondo dei ricordi.

Ultimamente ci divertiamo con questo simulatore: POLADROID. Si installa in un attimo e compare sul desktop una piccola Polaroid che trasforma qualsiasi immagine in un’istantanea, ogni volta diversa a seconda di quanto venga agitata.

Riferimenti e link ad alcune mostre sul tema si trovano in questo articolo: Gentlemen took Polaroids

03/12/2009

Tirami un involtino

Questo si aggiunge alle suggestioni culinarie che trovo nei libri. Gli astronomi Mason e Dixon sfuggono alla routine alimentare dei loro ospiti olandesi e cercano nuovi sapori fra le vie di Città del Capo:

Fuori nel Buio dove i Malesi celebrano,
Leccornie Spezie e Ortaggi venuti del Levante,
Peperoncini ardenti come Tartarei Fochi,
Cose che il Babbo non ci dice, e quante…
Pavone selvaggio al Curry e Ragout di Antilope saltante,
In Salamoia Bilimbi, financo Tamarindi,
Bobotie
, Frikkadel, Porcospino in Padèl,
Bicchieri colmi di Costanza, e si canta,
Passa qua quel Piatto là,
Allungami la Ciotola,
Quella Bottiglia ammolla,
Tirami un Involtino,
E Trangugia e Tracanna, fuori alla Serena,
E che le Stelle tacciano nella Notte più piena.

(Thomas Pynchon, Mason & Dixon)

01/12/2009

Trittico delle 7:00

Una persona mi ha consigliato di tenere un quaderno sul comodino per trascrivere i pensieri che faccio appena mi sveglio, mi ha detto che così facendo potrò scoprire qualcosa di me che ancora non conosco. Ho dimenticato di preparare il quaderno ma questa mattina quando mi sono svegliata ho cercato di trattenere quei pensieri che solitamente schizzano via, correndo all’impazzata per qualche minuto, appena apro gli occhi. Sotto le mie palpebre c’era un groviglio annodato così:

Virginia Woolf nelle Onde fa dire a Bernard :”Chi sono io? Questo? No. Sono quello? Ora diventa chiaro che non sono nè uno nè semplice ma molti e complesso”. Questo è il mio pezzo. Sono Bernard nel labirinto di specchi. Perchè una donna è un labirinto di specchi. O in un labirinto di specchi? Fleur Jaeggy e Fabiola De Clerq hanno in comune più di una cosa, più di una visita al labirinto degli specchi. Entrambe hanno camminato a piedi scalzi lungo gelidi corridoi di marmo, il collegio ha inoculato nel loro cuore una solitudine greve e muta. Umberto scrive: Ha guanti da assassino il bene che mi voglio. Nel labirinto delgi specchi ci guardiamo come sorelle. La pittrice più importante del mondo è Marlène Dumas, sorella di tutte noi.

La faccenda è andata avanti finchè non ho raggiunto il bagno e mi sono lavata la faccia. Se state ancora leggendo vi ringrazio e cerco di dipanare la matassa per essere utile.

Fleur Jaeggy è l’autrice de I beati anni del castigo di cui ho già parlato. Fabiola De Clercq è l’autrice de Tutto il pane del mondo. Cronaca di una vita tra anoressia e bulimia. Ho preso questo libro dalla biblioteca di mia madre perchè l’argomento mi è caro ma sono ignorante. E’ un breve libro autobiografico, molto toccante e ben scritto. Quello che più mi ha colpita è l’approccio privo di retorica, trasparente. Cito qualche riga dalla prefazione scritta da lei stessa perchè dice una cosa secondo me importante:

Se curarsi non significa cancellare rapidamente il dolore, ma al contrario, trovare un luogo dove poterne parlare per riconoscerlo come nostro, per capirne il valore e la funzione protettiva che ha avuto e che ha nella vita, e solo così, ognuno a suo tempo, permettersi di farne a meno, di trasformarlo in altro, per poter fare e avere altro dall’esistenza.

Infine la terza donna di questo strampalato trittico: Marlène Dumas, pittrice contemporanea di origine olandese. Nel 2009 mi sono dedicata alla sua opera perchè me ne sono innamorata. Se avete tempo cercate i suoi dipinti, guardate negli occhi le sue donne e concedetevi il tempo di ascoltarle, hanno molto da dire.

29/11/2009

L’america

Circa un anno fa ho incominciato una full-immersion di letteratura americana, che ora sta quasi volgendo al termine, la cui colonna sonora ideale è L’America dei Doors. Per concludere questa specie di ciclo ho scelto Mason & Dixon di Thomas Pynchon e l’ho iniziato una decina di giorni fa. Lo desideravo fin dalla prima volta che lo vidi sugli scaffali della biblioteca. Il mio prestito scade il 14 dicembre ma sicuramente dovrò avvalermi del diritto alla proroga. Sfogliando il libro ho visto più avanti un capitolo che si intitola “L’America”.

Colgo l’occasione per un paio di trascrizioni, la prima sui sogni:

Mason, non meno difficultante in casa che fuori, essendo di sonno agitato, circa questo periodo prende a sognare una qualche Presenza armata d’un Kriss o Pugnale Malese, di parlata indistinta, ma evidente intenzione Rabdomantica verso la Sorgente del Sangue di Mason. Egli si desta gridando, più e più volte. Finalmente Austra soddisfa al desiderio di entrambe le Case, inviandolo a conferire con un certo Toko, un Negrito, o Pigmeo d’Asia, una tribù Malese chiamata dei Senoi. E’ credenza di costoro che il mondo che abitano nei loro Sogni non sia meno reale di quello in veglia. Ogni mattina a colazione, le famiglie si seggono e tutti si narrano a vicenda i propri Sogni, passim elargendo consigli e opinioni, quasi che tutti gli esseri e gli eventi fantastici non fossero che altri abitanti del villaggio, e Ciance del villaggio medesimo.
“Vivono i loro Sogni”, spiega Mason a Dixon, “laddove noi neghiamo tutto quello cui ci è dato essere testimoni durante quel terzo del nostro Prezioso Corso ripartito, come se il Sonno fosse troppo affine alla Morte per rivolgervi soverchiamente l’attenzione…” E’ a qualche punto di quella notte, dopo aver verificato la seconda Altezza di Shaula, che gli astronomi convengono di condividere i Dati dei loro Sogni ogniqualvolta possibile.

Quest’altra è un gioco di viaggi:

Gli Astronomi hanno un giuoco chiamato “Sumatra”, nel quale spesso il Rev. li vede assorti… come bambini, a volte, sono veduti racconsolarsi quando sia loro negato alcunché… la loro Tavola una sorta di Mappa parlante dell’isola ove non hanno potuto recarsi e che non vedranno mai. “Facciamo una corsa fino a Bencoolen, c’è qualche cosa di cui abbiamo bisogno?” “Pensavo di risalire il litorale su fino a Mokko-Mokko o Padang, per vedere che cosa bolle in pentola.” ” Qui è in atto il Raccolto della Noce Moscata, sento l’aroma!”
In “Sumatra” ogni donna è procace e arrendevole, quantunque non senza conseguenti Affanni, e Dixon quasi subito concepisce Volontà e preferenze personali malgrado i suoi più onesti tentativi di mantenerle impregiudicate…

28/11/2009

Sawdust and diamonds

Se negli anni Settanta avevano Stairway to heaven, ecco a voi l’arpeggio degli anni Duemila (da 0:44, quello che intendo io, ma bisogna prendersi dieci minuti e sentirla tutta)

E poi sono un po’ ossessionato dai testi. Una volta ho letto che il batterista dei Motorpsycho si era appassionato di Vinicio Capossela, ai tempi di Canzoni a manovella, e che cercava di capirne i testi con l’aiuto di un dizionario. Mi immaginavo quanto fosse difficile, essendo norvegese, essere alle prese con delle frasi così ingarbugliate. Ecco: penso a lui, durante i miei tentativi di interpretazione. Continua a leggere →

27/11/2009

I beati anni del castigo

Per il mio compleanno mi sono regalata l’ultima pagina de I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy. L’ho letta in piedi, in cucina, con indosso il giubbotto e la sciarpa al collo. Fuori ha piovuto fino a sera. Il giorno del mio compleanno vorrei restare immobile per vedere se il tempo mi passa accanto o mi attraversa, se ho paura o se sento qualcosa scricchiolare dentro il petto. Quest’anno ho commesso l’oscenità di non provare nulla se non il desiderio feroce che qualcuno o qualcosa confermasse che questo giorno piovoso di novembre è il mio giorno speciale.

Prima che l’anno finisca leggete I beati anni del castigo perchè è un libro bellissimo. Lo trovate nelle edizioni Adelphi. Qui trovate una recensione ben fatta.

27/11/2009

Vita e fatica

Nel nostro dialetto vita vuol dire fatica. Esempio: as fa vita a vegn vecc (si fa fatica a invecchiare), come dice mia nonna. Oppure, che vita a stà al mond (che fatica, vivere, e non: che vita, vivere). Eccetera.

Ecco, mi sembrava interessante. Da dizionario, vita dovrebbe stare per salute, vitalità, ma in dialetto prevale un significato quasi opposto, poiché con vita si intende una fatica “insofferente”, piuttosto che appagante o positiva. Sono sfumature significative per descrivere una città schiva come questa.

Qui ci sono un po’ di informazioni generali che credo affidabili: dialetto piacentino (la cui premessa, neanche a farlo apposta, caratterizza bene la gente delle nostre parti: “Questa voce o sezione di linguistica è ritenuta da controllare. Motivo: La voce sembra trattare un argomento di ricerca originale in quanto mancano fonti bibliografiche e riferimenti chiari ad una letteratura linguistica che tratti il tema.”)

25/11/2009

Sorpresa

Un amico mi ha fatto un regalo inspettato indovinando da lontanissimo quello che mi piace. Le sorprese si annidano e quando non faccio gli occhi scuri riesco a scovarle tutte.

24/11/2009

Niente classici

Un paio di giorni fa ho avuto uno scambio di sms con un’amica. Qualcosa del genere:
“Ciao C., mi mandi qualche consiglio per libri belli belli non classici?.”
“Ok, specificare l’utenza e cosa s’indende per classico.”
“L’utenza sono io. Con classico intendo ingiustificatamente lungo e pesante, e anche di autore classico.”

A casa ho lanciato la sfida a Fabrizio. Abbiamo deciso di compilare due liste e di inviarle entrambe alla nostra amica. Per ogni titolo doveva essere naturalmente indicato l’autore, un brevissimo commento e un voto da uno a quattro espresso usando il simbolo del dollaro. Abbiamo passato la serata passeggiando avanti e indietro lungo la libreria, blocco e matita in mano, sguardi minacciosi.

Ecco i risultati:

IO
Il giardino dei Finzi Contini – Bassani – molto bello, ambientato a ferrara $$$$
Memorie di una ragazza perbene -Simone de Beauvoir – era la compagna di Sartre, autobiografico parigi, intellettuali ecc
Il mare – Banville – bellissimo. autore contemporaneo, scritto benissimo, storia familiare con mistero $$$$
Le ore – Michael Cunningham – molto bello, corto, tratto film the hours con nicole kidman che fa virginia woolf $$$$
Viaggio al termine della notte – Celine – imperdibile, oscuro, storie di disperati, in seconda pagina c’è una bestemmia, lunghino $$$$
Storie di Cronopios e di Famas – Cortazar – divertentissimo, surreale, corto $$$$
L’uomo dai denti tutti uguali – Philip Dick – bello, mistero ma no paura,americano, lui ha scritto blade runner $$$
Una questione privata – Fenoglio – imperdibile, tipo (ma tipo) pavese, partigiani, guerra ecc $$$$
La conquista dell’inutile – Werner Herzog – stupendo, è il diario di quando era in amazzonia con Klaus Kinski per girare Fitzcarraldo $$$$
Il senso di Smilla per la neve – Hoeg – bello, hanno fatto il film, il libro è più bello, mistero nordico $$$
Le particelle elementari – Houellebecq – bello, storie morbose ma avvincenti e divertenti, autore francese contemporaneo ormai di culto $$$$
Autobiografia di Alice Toklas – Gertrude Stein – Fantastico, divertentessimo, interessantissimo. Gertrude Stein fa finta di essere la sua compagna Alice e di scrivere la sua (di Alice che però era Gertrude) biografia $$$$
Cecità – Saramago – bello, autore portoghese, scritto da dio, situazione surreale, avvincente $$$$
L’anno della morte di Riccardo Reis – Saramago – stupendo, ambientato a Lisbona, malinconico
Biografia della fame – Amélie Nothomb- bellissimo, cortisssimo, divertente, assurdo, lei è matta. vanno bene anche altri suoi libri (sono quasi tutti autobiografici) $$$$
Brevi interviste con uomini schifosi – David Foster Wallace – lui è un genio, era perchè è morto . bello, inaspettato, divertente, esaltante, para $$$$
Trilogia della città di K. – Agota Kristof – molto bello, molto cupo, molto triste, misterioso, inquietante $$$$
Montedidio – Erri De Luca – molto bello, cortissimo, molto poetico, ambientato a napoli $$$$
Il commesso – Bernard Malamud – bellissimo, scritto da dio, storia americana anni 50, credo, mai scontato, un po’ di mistero, profondo $$$$
Trilogia di New York – Paul Auster – mistriosissimo, enigmatico, molto bello $$$$
Caustico lunare – Malcolm Lowry – appena letto, storia di manicomio, alcolizzati, molto bello, oscuro, poetico delirantissimo $$$$

FABRI (metti tutti gli aggettivi al superlativo assoluto)

Cronache di Bustos Domeq – Borges e Bioy Casares – divertente, stuzzicante $$$$
Congo – Michael Crichton – intrigante come un triller di alto livello $$$$
Un oscuro scrutare – Philip Dick – inscimmiato, misterioso $$$$
Romolo il grande – Durrenmatt – divertente, stuzzicante $$$$
Giustizia – Durrenmatt – bello cervellotico $$$$
Memoriale del convento – Saramago – interessante, fantasioso $$$$
L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello – Oliver Sacks – appassionante parla di matti $$$$
I diavoli di Ludun – Aldous Huxley – diabolico, divertente $$$$
Romanzi minori di Leonardo Sciascia – interessantissimo $$$$
L’incanto del lotto 49 – Thomas Pynchon – intrigante, enigmatico $$$$
Considera l’aragosta – David Foster Wallace – divertente, interessante $$$$
Mattatoio numero 5 – Kurt Vonnegut – stile ironico, argomento serio $$$$
La chimera – Vassalli – interessante, scritto bene $$$$

Confesso di non essere soddisfatta. Queste liste mi lasciano inappagata, con la sensazione di aver fatto un torto a qualcuno. La nostra amica non ci ha ancora comunicato la sua scelta. Mi sento male per la curiosità.