Heart of darkness

Questa edizione del capolavoro di Conrad si raccomanda per due ragioni: la traduzione di Alberto Rossi e l’introduzione di Giuseppe Sertoli. (Italo Calvino)

Il libro è bellissimo ed è un classicone della letteratura. E l’introduzione in effetti è interessante, anche se ovviamente va letta dopo, perciò sarebbe una postfazione. E’ un saggio che, mediante tanti e forse troppi neologismi e parentesi e corsivi e virgolette, suddivide la comprensione di Heart of darkness in tre livelli:

1. Realistico-politico, ovvero una denuncia dell’imperialismo. Ma [cito] “è facile obiettare che la denuncia muove da un generico e moralistico anti-imperialismo romantico di tipo little England - e l’obiezione è giusta”, quindi:

2. Psicologico-etico-conoscitivo. “E’ il fallimento della conoscenza di qualunque civiltà che sia altra dalla civiltà bianca [nota a pié pagina: "Qui Heart of darkness smentisce (in anticipo) tutti i discorsi sugli [virgolette] incontri di culture, che sono sempre sottile prevaricazione, gesto di dominio, violenza [virgolette] imperialistica (e sia pure mascherata dietro la [virgolette] neutralità della conoscenza e della scienza).”] E’ la consapevolezza che anche la conoscenza è potere. [...] Qualunque conoscenza che una civiltà vuole attuare di un’altra civiltà è e non può non essere un atto di potere, una violenza per cui l’identità della civiltà conosciuta viene ridotta all’identità della civiltà conoscente.

3. Linguistico-metanarrativo. Qui non ci ho capito alcunché, quindi mi sono accontentato di capire Cuore di Tenebra solo sui primi due livelli.

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Umorismo inglese

Signore e signori di Alan Bennett, testo dei monologhi per la televisione Talking Heads. L’ho scoperto cercando informazioni sull’attrice Maggie Smith. La versione originale inglese è facilmente reperibile su youtube.

Quella in copertina è proprio Maggie Smith e questa è la prima parte del suo monologo, siamo negli anni ’80:

(nei video correlati le parti successive)

Perché cercavo informazioni su questa attrice? perché è il personaggio migliore di una serie inglese ora molto in voga, Downton Abbey. Una spanna sopra tutti gli altri attori/personaggi.

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Per la fine di JR

Ci ho messo quasi due mesi, alla fine l’ho finito, un po’ perso e un po’ stordito. Adesso per un po’ solo libri corti.

- Ha mai pensato, signora Joubert, che per tutto quello che si vede in qualche posto c’è un milionario?
- Ma tu pensi solo a questo?
- Certo, cioè, guardi là dietro… – aveva bloccato la porta con la schiena mentre cercava di aprirgliela, facendo entrare il vento,  - cioè, in questo preciso momento in qualche posto c’è il milionario delle fontanelle e il milionario degli armadietti e il milionario delle lampadine, e anche per le lampadine c’è il milionario del vetro e quello della parte che si avvita [...]
- Fermati solo un momento! – lei gli mise un braccio sulle spalle, – fermati e guarda…!
- Cosa? cosa devo…
[...] – Sì, alza gli occhi al cielo, guardalo! C’è un milionario per questo? – ma i suoi occhi si abbassarono sulla mano che lo teneva per la spalla come per confermare la sorpresa che aveva provato davanti alla fragilità delle ossa che stringeva. – Ci deve essere un milionario per ogni cosa?
- Certo, be’, be’ no, cioè…

(W.Gaddis, JR)

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LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE – trio

Ai gentili ascoltatori: LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE, per la prima volta in trio, apriranno una serata meravigliosa all’Arcitaun di Fidenza con i Lagartija e gli Infernal Quinlan, sabato 21 gennaio 2012.

Soundcloud.com/sacerdotesse

Ho scoperto che siamo su Youtube: link (non si capisce niente)

Inoltre, ora anche LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE hanno un manifesto: apri il pdf

Inoltre, tra un po’ facciamo Facebook.

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Video 2011

Spin.com continua a sfornare classifiche del 2011 e quella dei “video più innovativi” è molto interessante. Per me i più belli sono il n°10:

e il n°3:

In ogni caso sono tutti da vedere. E so che almeno un paio di affezionati lettori di questo blog riconosceranno la colossale citazione di questo (prima che venga svelata alla fine):

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Sherlock Holmes II

Sherlock Holmes II, così come me lo hanno raccontato.

Un film strano, ambientato a fine Ottocento, in cui Sherlock Holmes è molto intelligente.
Un film che si guarda bene e le due ore complessive, senza pubblicità nell’intervallo, passano in un attimo.
Sherlock combatte contro un riccone fabbricante d’armi che vuole far scoppiare la Prima Guerra  Mondiale 15 anni prima che sia scoppiata veramente. Sherlock scopre la tresca [sic] e sventa tutto, mediante scene anche divertenti, come per esempio la seguente: in quattro lo aggrediscono ma lui si immagina tutta la sequenza prima che avvenga: uno si mette il tirapugni, ecc., uno lancia una mela in alto, ma lui stende tutti perché aveva previsto tutte le mosse e zac, alla fine prende in mano la mela prima che cada.

Colgo l’occasione per inserire in questo blog la nuova categoria “grottesco o arabesco” e la utilizzerò quando racconto cose grottesche rischiando che sembrino cose serie.

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La multinazionale di cui si parla

Fare l’apologia di una corporation è la pratica narrativa più tossica che esista.
(Wu Ming)

La multinazionale di cui si parla ha aperto un magazzino enorme qui in provincia e ha assunto tante persone (se non ricordo male 200 e se non ricordo male è la prima sede italiana). Mi è stato riferito, per motivi che non sto a spiegare, che al mattino i dipendenti escono a fare stretching prima del turno, che hanno le sale giochi con il ping pong e il biliardo, all’americana. Che sono tenuti in riga da un’amministrazione rigorosa e lavorano 24 barra 7. Che il capannone è sorvegliato da 30 guardie armate. Ho visto con i miei occhi il parcheggio davanti al magazzino in cui tutte le macchine sono parcheggiate “di culo” e non ci sono spazi liberi tra l’una e l’altra.

Ho pensato che un posto di lavoro del genere renda la vita migliore, soprattutto per quanto riguarda lo stretching.

Poi però ho dato un’occhiata all’inchiesta di cui parla Wu Ming su Internazionale (qui in fotocopia). E’ un reportage giornalistico americano molto drastico che parla di cose che già si sapevano o che si potevano immmaginare, es.:

  • Using temporary employees in general also helps reduce the prospect that employees will organize a union that pushes for better treatment because the employees are in constant flux, labor experts say. And Amazon limits its liability for workers’ compensation and unemployment insurance because most of the workers don’t work for Amazon, they work for the temp agency.
  • “The problem is at these low-level jobs, the lawsuits aren’t worth it because there isn’t much loss.”
  • A main difference between Amazon and such stores as Barnes & Noble or Walmart is that the entire operation is invisible to customers, other than what they see on their computer screens.

E altre più sorprendenti:

  • “Looking for a new direction? Are you interested in working in a fun, fast-paced atmosphere earning up to $12.25 per hour? Let Integrity be your guide to a rewarding career with Amazon, the Internet superstore.” [annuncio di lavoro dell'agenzia che assumeva per la multinazionale]
  • Then in June, the 57-year-old Breinigsville resident was diagnosed with breast cancer. She notified ISS that she needed surgery. They told her she would need a note from her doctor saying when she could return. Faust had surgery July 20 and reported to the Amazon warehouse with a doctor’s note saying she could return to work Aug. 17. When she arrived to deliver the note within a week of her surgery, she found out the doctor’s note wasn’t necessary. “They said my assignment with them is terminated. I was just flabbergasted,” Faust said. “I devoted nearly a year of my life trying to get a job and that whole time was a waste. They kept me on and kept me on until I handed in that medical paper, and they said, ‘See ya.’ “
Un altra cosa lunghissima di Wu Ming che però non ho ancora letto è qui: Feticismo della merce digitale e sfruttamento nascosto…
Probabilmente la verità sta nel mezzo, ma a questo punto vorrei conoscere qualcuno che lavora nella nuova sede italiana qui a pochi chilometri da casa nostra. Prima di invidiare la loro sala giochi.


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Habibi

Habibi di C. Thompson, a fumetti, lungo come un vero romanzo, molto affascinante nelle sue parti poetiche e decorative, quando la scrittura araba si confonde con la grafica; molto appassionante per tutta la prima parte in cui tratta del deserto e del Palazzo e del Sultano e degli eunuchi e dell’harem; più normale e deludente nell’ultima parte ambientata nella città moderna; troppo ostinato e americano nelle scene sessuali; questo il mio parere.

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Sentieri Piacentini #01

Sentieri Piacentini #01 – da Rallio al monte Dinàvolo o Denàvolo, un anello con tutta una prima parte nel bosco spiegata nel dettaglio, anche se non segnalata dal Cai. E gli asini, e poi una pineta in cima, per un totale di tre o quattro ore con comodo.

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JR a buon punto, intorno alle 600 pagg.

Io adoro le cifre, Beamish, preferisco leggere un rendiconto finanziario consolidato piuttosto che… dove diavolo è quel libro? Non voglio dimenticare questo libro, quelli che leggo più volentieri sono quelli che perdono quattrini a rotta di collo, questo mi sembra buono…
(William Gaddis, JR)

Un’interessante intervista al traduttore di JR, e di tanti altri libri in inglese, Vincenzo Mantovani, è disponibile in rete: “il monocolo” (pdf).

Fantastico quando minimizza la questione del tradurre=falsificare (un contributo fondamentale a quanto si diceva qui: traduzioni, e qui: commenti), per esempio:

Non sono molto interessato alla teoria della traduzione, non è il mio campo. Diffido delle teorizzazioni eccessive perché spesso non sono fatte da persone in grado di offrire prove d’alto livello sul piano pratico. Quando mi capita di essere contattato da studenti universitari che mi chiedono quale sia la mia filosofia della traduzione rispondo: «Tradurre meglio che si può». Secondo me la traduzione è un lavoro «artigianale»: se ho bisogno di un idraulico per riparare un lavandino non gli chiedo di più di quanto possa fare; allo stesso modo, se ho bisogno della versione italiana di un libro, non chiedo al traduttore nulla di più di una buona traduzione, che è legata alla sua conoscenza della lingua ma anche alla sua cultura generale e alla sua capacità di scrivere, che è forse la cosa più importante.

Fantastico anche quando parla del suo metodo di lavoro: Parto col libro, senza averlo letto prima, [...] è una lettura-traduzione, lenta e molto approfondita. A volte devo vincere la curiosità di voler sapere come va a finire… Insomma, interessantissimo, come al solito quando si parla di tradurre.

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