Sostakovic capitolo finale

Altre composizioni citate in “Europe Central” di William Vollman che, romanzando la vita di Sostakovic, permette di avvicinarne l’opera. Tutte le citazioni sono dal racconto “Opus 110″ contenuto nel libro.

(capitoli precedenti: opus 40, e altri Shostakovich)

europe

L’op.79 ispirata alla musica ebraica. Radio tre recentemente ha mandato in onda un’interpretazione edita da Sony (Puntata Primo Movimento). Mi piace perché è un ciclo corale, eccone due versioni:

Radio tre ha trasmesso anche l’op.61 (Puntata Concerto del mattino), non citata nel romanzo, ma comunque molto bella, per piano solo. E’ del periodo della Seconda Guerra Mondiale. Eccone un’interpretazione:

Poi i preludi e fughe op.87 dedicati alla pianista Tat’jana Nikolaeva.

Di punto in bianco, decise di comporre un ciclo di preludi e fughe (Opus 87), a lei dedicato e organizzato per quinte ascendenti. La breve e gioiosa vampata della Fuga in La minore… divenne il suo speciale tributo all’anima di lei.
… già la vita interiore di Sostakovic si librava lontano con cauta sottigliezza, così come il primo preludio, il 
moderato in Do maggiore, comincia con le note scelte dallo stesso Bach, dolce e melodioso, classico, come un bravo compositore comunista che segue la corretta linea armonica; dopo di che arriva una dissonanza. La melodia ritorna, ma come in sordina e offuscata dal cromatismo… 

Esiste l’esecuzione della stessa Tat’jana Nikolaeva (disco Hyperion):

Esiste anche una versione del 1992 di Keith Jarrett (album qui, con possibilità di ascoltare degli estratti).

Un’altra opera corale è l’op.88 (album qui, con possibilità di ascoltare degli estratti).

Nel 1952, l’anno del classico Il giorno della flotta aerea dell’URSS di Roman Karmen, lui vinse un altro premio Stalin, seconda categoria, per l’opera Dieci poesie sui testi di poeti rivoluzionari (Opus 88). Nel frattempo terminò il suo Quartetto n°5, svelando nella musica i propri sentimenti con le citazioni del Trio per clarinetto, violino e pianoforte della sua amata Galina Ustvol’skaia.

Il quartetto è un “formato” che apprezzo molto (di solito sono un po’ allergico alle sinfonie, con orchestra completa, ecc).

Pagine e pagine sublimi sono dedicate all’Opus 110 naturalmente, che dà il titolo a uno dei capitoli/racconti più importanti del libro. Non starò qui a trascrivere. Pare che l’op.110 sia l’estrema sintesi formalista di Sostakovic. (L’opus 110 Non ha niente di progressivo, è soltanto una prigione…). Anche questo è un quartetto, atmosfera lugubre, come quasi sempre.

Altre opere citate:

… la tetra Quattordicesima sinfonia, il cui tema dichiarato era la morte, e le cui melodie (posto che tali si possano definire) erano più nere del fumo che si leva da un deposito di carburante in fiamme.

Sostakovic arrivò al 1970, anno in cui pubblicò un articolo intitolato  La vita di Lenin è un esempio che ci ispira. Compose anche l’Opus 139, la “Marcia della polizia sovietica”. Sì, insomma, perché andare più veloci del progresso? E’ meglio… sì, insomma.

Il tempo scorreva, e lui arrivò al 1972, anno in cui si tenne la prima della sua Quindicesima sinfonia; nonostante la sua invalidità, infatti, si aspettavano che producesse la quota di sinfonie a lui assegnata… 

Questa sinfonia, in La maggiore, almeno all’inizio è incredibilmente “maggiore” e contiene una citazione sbalorditiva.

Un giorno di tanti anni fa, in cerca di musica “da camera” mi consigliarono un CD contenente due sonate per viola e piano (op.134 e 147). Allora lo misi da parte, oggi l’ho riascoltato. A proposito dell’op.147 Vollman scrive:

Sta di fatto che arrivò al 1975, anno in cui, pur paralizzato per tre quarti e afflitto da dolori atroci, la faccia ridotta a una maschera sempre più tremante che generava increspature intorno all’offuscato riflesso di se stesso, riuscì a creare la sua Sonata per viola (Opus 147), che lui stesso definì “luminosa”: “luminosa e limpida”. Un mese dopo, il cancro lo asfissiò.

elatus

Per finire esco dal criterio cronologico e segnalo questa chicca RAI anni Ottanta ripresa da Rai5: “D.Sciostakovic” (sic) Cello Concerto n°2 op.126:

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2° anno di Twitter

Da Novembre dell’anno scorso a oggi, l’elenco completo dei nostri tweet, in pdf, con link attivi:

viapozzo6 su twitter da nov 2013 a dic 2014

(vedi anche archivio 2012-2013)

@viapozzo6

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Cave of forgotten dreams

Cave of forgotten dreams è un altro dei bellissimi documentari di Herzog, e Ode to the dawn of man è un piccolo documentario ad esso abbinato, che mostra la realizzazione della colonna sonora. Il violoncellista/autore è questo Ernst Reijseger.

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Bargnolino

In novembre il prugnolo selvatico è al suo punto estremo di maturazione (quasi passo ma non secco), dicono infatti di aspettare a raccoglierlo fino a dopo la prima gelata, ma in tanti lo raccolgono prima, agosto, settembre, perché “se no poi non se ne trova più”, ed ecco allora il disappunto di chi rispetta le regole della tradizione: “se raccogli presto, poi il bargnolino sa di acerbo”.

prunolo selvatico

Non pubblico la località esatta in cui quest’anno – in extremis poiché la stagione è avanti – ho colto bargnoli per la prima volta. Certe cose si svelano solo a voce. Comunque, tutta la mia inesperienza me l’ha sbattuta in faccia un cacciatore che passava di lì: viàtar si mia bon da catàia, i bargnò (non sapete come si colgono, i prugnoli). Dice che ci vuole un ombrello aperto e capovolto: scuotendo la pianta, quelli maturi ci cadono dentro da soli.

Il vento forte del mese scorso ne ha fatti cadere molti. Tutti, dice il cacciatore, ma non è vero, è solo per scoraggiarci, poi quando capisce che non siamo forestieri ma locali si ammorbidisce e ci indica una macchia più folta.

Un chilo di bargnoli va a bagno per quaranta giorni con un litro d’alcol puro, un limone tagliato in quattro, una stecchetta di cannella, alcuni chiodi di garofano. Poi si filtra, e si aggiunge uno sciroppo fatto con mezzo litro d’acqua, mezzo di vino rosso dolce, mezzo chilo di zucchero di canna. Questa è la ricetta consigliata al momento.

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Tennisti

Ho letto questo libro di Tim Adams su John McEnroe:

mcenroe

Qui recensito di Wu Ming 1: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropausa9.htm#mac

Questo è Agassi da bambino, con Borg, in una foto tratta da “Open”, l’autobiografia di Agassi.:

agassi e borg

Entrambi libri tristi e spumeggianti e interessanti.

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B&B

Non ho ancora sentito una persona che non lo consiglia.

Noi tentammo inutilmente di iniziarlo per tre volte. Alla terza volta tenemmo duro come tutti tutti tutti intimavano (anche se molti inesperti di telefilm). A cavallo tra la seconda e la terza serie molto lentamente come un cargo sovraccarico la trama iniziò a decollare. Verso la quarta serie l’ennesima svolta violenta e anche il coprotagonista si macchiò di omicidio. Dopo un po’, pluriomicidio, e altri rallentamenti nella trama. Allo scomparire di ogni traccia di personaggio positivo abbandonammo.

bb

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Tutto di corsa

Qui il video ufficiale di “Tutto di corsa” delle Sacerdotesse dell’isola del piacere, che abbiamo assemblato con filmati super 8 originali d’epoca.

(Da anni desideravo fare digitalizzare alcuni vecchi super 8 di famiglia, e ora che li ho digitalizzati, e goduti molto, e sfruttati per la canzone di cui sopra, mi sono reso conto che nella sovrabbondanza di immagini istagrammate del mondo contemporaneo nessuno si stupisce minimamente di fronte alla bellezza di queste riprese, a tutti sembrano così finte e normali, che tristezza, mentre per me hanno un valore pazzesco, chi mai ha filmato il Congo e Dakar negli anni Sessanta? [volevo assicurare la spedizione delle bobine per 2000 euro ma l’impiegata delle poste me lo ha impedito])

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