
Questa edizione del capolavoro di Conrad si raccomanda per due ragioni: la traduzione di Alberto Rossi e l’introduzione di Giuseppe Sertoli. (Italo Calvino)
Il libro è bellissimo ed è un classicone della letteratura. E l’introduzione in effetti è interessante, anche se ovviamente va letta dopo, perciò sarebbe una postfazione. E’ un saggio che, mediante tanti e forse troppi neologismi e parentesi e corsivi e virgolette, suddivide la comprensione di Heart of darkness in tre livelli:
1. Realistico-politico, ovvero una denuncia dell’imperialismo. Ma [cito] “è facile obiettare che la denuncia muove da un generico e moralistico anti-imperialismo romantico di tipo little England - e l’obiezione è giusta”, quindi:
2. Psicologico-etico-conoscitivo. “E’ il fallimento della conoscenza di qualunque civiltà che sia altra dalla civiltà bianca [nota a pié pagina: "Qui Heart of darkness smentisce (in anticipo) tutti i discorsi sugli [virgolette] incontri di culture, che sono sempre sottile prevaricazione, gesto di dominio, violenza [virgolette] imperialistica (e sia pure mascherata dietro la [virgolette] neutralità della conoscenza e della scienza).”] E’ la consapevolezza che anche la conoscenza è potere. [...] Qualunque conoscenza che una civiltà vuole attuare di un’altra civiltà è e non può non essere un atto di potere, una violenza per cui l’identità della civiltà conosciuta viene ridotta all’identità della civiltà conoscente.
3. Linguistico-metanarrativo. Qui non ci ho capito alcunché, quindi mi sono accontentato di capire Cuore di Tenebra solo sui primi due livelli.