Le Sacerdotesse… novità

Ecco il nuovo video, Le sacerdotesse dell’isola del piacere “Le persone”:

Ecco il nuovo vinile 12″ come si suol dire:

tutto vinile

Ecco il prossimo appuntamento live:

live alphaville

“Tutto” edizione in vinile in vendita su V4V-records:
http://www.v4v-records.it/le-sacerdotesse-dell–isola-del-piacere—tutto-vinile-12–limited-edition–v4v026–552a35f81affaac822000039.product

“Tutto” edizione in vinile in vendita su DISCOGS:
http://www.discogs.com/Le-Sacerdotesse-dellIsola-del-Piacere-Tutto/release/6845548

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Musica o radio

Les misères et les malheurs de la guerre

Les misères et les malheurs de la guerre, serie di 18 incisioni di Jacqus Callot, Parigi, 1633. Le versioni ad alta definizione sono linkate in didascalia. La galleria completa è qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Les_Grandes…

Tutto il testo che segue è tratto da “L’eminenza grigia” di A. Huxley (pagg.260 e seguenti, ediz.Record Mondadori).

"Les misères et les malheurs de la guerre - 01 - Frontispice" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 01 – Frontispice” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre sono un documentario. Ogni serie dà un quadro della guerra tratto dal vero; (…) tratto da un uomo dotato come artista di una totale astrazione emotiva congiunta in modo paradossale a una singolare capacità di rappresentazione viva della realtà in tutti i suoi aspetti…

Vi sono nell’arte di Callot delle qualità che fanno sì che uno torni più volte sui suoi disegni e li studi con un’ammirazione in cui rientrano l’attrazione e lo sbalordimento e un senso di divertimento e un senso di orrore. Questa illustrazioni, piccole e così dense, minutissime nei particolari, eppure perfette nella composizione e nell’equilibrio, sono veramente qualcosa di unico: illustrazioni (…) di soldati in parata, di tutte le complesse operazioni di un assedio, degli orrori e delle atrocità della guerra.

"Les misères et les malheurs de la guerre - 03 - La bataille" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 03 – La bataille” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Sono veramente qualcosa di unico, in quanto nessun altro artista si è avvicinato alla materia della sua arte con uno spirito così totalmente neutrale, con tanta imperturbabilità. (…) In realtà, il fatto che egli abbia scelto di rappresentare le miserie della guerra sta di per sé ad indicare che egli trovava tali miserie angosciose. L’imperturbabilità di Callot è un’imperturbabilità di stile…

Ne risulta qualcosa di curioso in modo indicibile. E’ come se l’argomento di Per chi suona la campana fosse stato trattato da Jane Austen nello stile di Emma.

Dignitosamente, impassibilmente, con una cura meticolosa per i particolari e una costante preoccupazione per l’eleganza formale, egli ci pone davanti, dapprima i bei preliminari di una campagna militare – le truppe in ordine di parata sotto i loro stendardi, -quindi la campagna, battaglie tra le opposte armate, e infine, assai più per esteso e con maggiori particolari, le sofferenze della popolazione civile per opera dei soldati saccheggiatori, e i feroci tentativi dei comandanti per imporre la disciplina…

"Les misères et les malheurs de la guerre - 04 -La maraude" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 04 -La maraude” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Le piccole figure sono lì fissate nel pieno delle più atroci attività, ma sempre (grazie allo stile supremamente anti-espressionistico di Callot) con l’aria di ballerini colti nella posa di un balletto.

In una delle incisioni c’è una locanda che viene svaligiata. In un’altra dei soldati che si sono dati al brigantaggio di strada. Un terza ci mostra il salone di un palazzo: una mezza dozzina di furfanti sta aprendo a forza casse e stipi, e nello sfondo uno tien giù una signora, mentre il compagno, senza neppure prendersi la bega di togliersi il cappello, si prepara a violarla;

"Les misères et les malheurs de la guerre - 05 - Le pillage" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 05 – Le pillage” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

sulla destra, c’è un gruppo in piedi intorno a un fuoco fatto con mobili ridotti a pezzi, pende sul fuoco, appeso a testa in giù da un gancio del soffitto, il cadavere del padron di casa, mentre un figlio, forse, o un servitore troppo fedele, sta seduto sul pavimento, ben legato, con i piedi in mezzo alle fiamme e alle spalle le spade dei tormentatori.

E’ orribile; ma l’orrore viene sterilizzato attraverso lo stile di Callot in simbolo coreografico dell’orrore.

Il disegno successivo ci fa vedere una chiesa messa a fuoco e dei soldati che caricano gli ornamenti sacri su un carro, mentre da un convento vicino altri soldati “tirent des saints lieux les vierges desolées / qu’ils osent enlever pur estre violées.” …

"Les misères et les malheurs de la guerre - 06 - Dévastation d un monastère" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 06 – Dévastation d un monastère” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Dopo le monache violate, Callot prosegue a rappresentare contadini uccisi o portati via come schiavi, viaggiatori sorpresi da un agguato nella foresta, derubati per avidità di danaro e massacrati per divertimento.

Vengono quindi le meritate punizioni per ordine del generale. (Sia detto incidentalmente, Callot sembra dimenticare che i generali erano spesso complici dei loro uomini, e che le rapine, gli incendi e i delitti, … venivano spesso usati deliberatamente… ) Alle punizioni dei soldati disubbedienti, Callot dedica cinque dei suoi migliori disegni.

Nel primo, i soldati sono semplicemente torturati davanti a una gran folla (…) Ma questo è solo il principio. Un secondo disegno ci mostra al centro una bella quercia dai cui rami pendono giù ventun cadaveri.

"Les misères et les malheurs de la guerre - 11 - La pendaison" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 11 – La pendaison” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Su una scala la ventiduesima vittima sta per essere mollata dal boia, mentre, tre o quattro pioli più in basso, un frate le tiene un crocifisso davanti agli occhi. Un altro frate dà la sua benedizione ad un ventitreesimo condannato ai piedi della scala; un ventiquattresimo gioca a dadi su un tamburo con un gruppo di alabardieri, mentre sul davanti della scena un altro frate è occupato con il venticinquesimo condannato…

Dopodiché passiamo all’esecuzione più elaborata e più terrificante nell’impassibilità del disegno: quella di un “voleur inhumain” sottoposto alla ruota su un alto palco…

"Les misères et les malheurs de la guerre - 14 - La roue" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 14 – La roue” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Dalle esecuzioni  Callot passa alle opere della giustizia provvidenziale e poetica. Nel primo dei tre disegni dedicati a questo soggetto si vede un certo numero di veterani mutilati che si trascinano su monconi di gambe. Il secondo ci fa vedere …  in periodo di tregua… senza lavoro e privi della possibilità di rubare, i soldati sono ridotti a chiedere l’elemosina.

"Les misères et les malheurs de la guerre - 16 - Les mendiants et les mourants" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 16 – Les mendiants et les mourants” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Ma la loro “mendicité faiet rire le passant” e alcuni si sono già abbandonati in attesa della morte sui mucchi di letame ai margini della strada.

Più drammatica è la triste fine a cui vanno incontro i soldati nel disegno seguente: qui i contadini infuriati si sono rivoltati contro i saccheggiatori, ne hanno attirata una compagnia in un’imboscata e la stanno massacrando…

"Les misères et les malheurs de la guerre - 17 - La revanche des paysans" by Jacques Callot - Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Les misères et les malheurs de la guerre – 17 – La revanche des paysans” by Jacques Callot – Scan of a postcard edited by Musée Lorrain. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

Nel 1633 la guerra dei Trent’Anni era giunta esattamente a metà del suo corso. “Les misères et les malheurs” dovevano ancora prolungarsi per quindici anni.

eminenza grigia

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Arte o fotografia, Libri o scrittura

Le sacerdotesse, Tutto

Per tirare un po’ le somme di questi mesi in cui l’album “Tutto” è stato recensito a destra e a manca, e in attesa dell’uscita in versione vinile 33 giri, una rassegna stampa in ordine cronologico:

Tutto, l’album d’esordio de Le Sacerdotesse dell’ Isola del Piacere – Osservatori Esterni

Le sacerdotesse dell’isola del piacere, ascolto+ illustrazione qui: Bruttomeski: I’m listening to

Album d’esordio per ‘Le Sacerdotesse dell’ Isola del Piacere’ su rocklab:

Bella recensione: Le Sacerdotesse Dell’Isola Del Piacere – Tutto

“il punk ognuno lo fa a modo suo” -recensione di “Tutto” delle Sacerdotesse dell’isola del piacere:

Paper Street – Tutto di corsa, il nuovo video de Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere

Nella playlist di Novembre degli Osservatori Esterni c’è anche “Tutto di corsa” delLe sacerdotesse dell’isola del piacere:

10 dischi in free download: Novembre 2014 – Osservatori Esterni (ci sono anche la Sacerdotesse)

Recensione di “Tutto” delle Sacerdotesse dell’isola del piacere, sul Mucchio Selvaggio: mucchio

Nuova recensione su Rockambula: Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere – Tutto –

Recensione: LE SACERDOTESSE DELL’ISOLA DEL PIACERE – TUTTO (di Riccardo Covelli)

Grande recensione su MimRadar voto 8/10 “Tutto” Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere

Altra meravigliosa recensione di “Tutto” Le Sacerdotesse dell’isola del piacere, su shiverwebzine :

Le Sacerdotesse dell’isola del Piacere nelle 100 “migliori canzoni del 2014″ di Osservatori Esterni!

10° posto per Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere nella classifica dei migliori album italiani 2014 di MimRadar !

Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere – Tutto – un’atra bellissima recensione su Ocanerarock…

Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere sulla “stampa locale”:

articolo

“Le persone” – Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere – segnalata da Salvo Mizzle come “canzone per l’ultimo dell’anno”!

Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere esordisce con “Tutto” | Sound Magazine

“una vena di indiscusso fascino decadente” Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere, su OnDetour :

Le Sacerdotesse + Ruggine 22/01/15 fra i migliori concerti in arrivo secondo RumoreMagazine :

Intervista alLe Sacerdotesse dell’isola del piacere! OnDetour

Su Rockit recensione di “Tutto” Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere

Bella recensione su Music Addiction : Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere – Tutto

Disco italiano consigliato: Le sacerdotesse dell’isola del piacere – Tutto – 2014 | Metrodora 

Fantastica recensione su “Oppure Musica”: Il mondo vago de Le Sacerdotesse dell’Isola del Piacere

Le sacerdotesse dell’isola del piacere, segnalati da hatetv :

Nuova bella recensione su Radio Bassefrequenze: Le Sacerdotesse Dell’Isola Del Piacere “Tutto”

Le sacerdotesse dell’isola del piacere segnalati su romasuona :

Recensione ottima di “tutto” delle Sacerdotesse, a pagina 22 di BEAUTIFUL FREAKS:

Recensione di “Tutto” su La Caduta Magazine – Le sacerdotesse dell’isola del piacere:

Una bella grafica per una data allo Spazio Musica:

spazio musica

Social / ascolti vari:

Bandcamp – ascolto e download gratuito

L’INCOERENZA DELLA SCIENZA cover art: 

TUTTO cover art: 

TUTTO su ROCKIT – Album streaming 

“Tutto” su Spotify ♫  

Le sacerdotesse dell’isola del piacere su “Diysco”:

Compilation della V4V records contenente “tutto di corsa”:

Ecco il primo video ufficiale: Tutto di Corsa [Official Video]:

Compilation gratuita per i due anni di V4V Records (Le sacerdotesse traccia 18 con “le persone”) su Rumore:
Infine un altro video super 8 per noi: “Persone Nate”:

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Musica o radio

Goo

L’incredibile serie di video dei Sonic Youth tratti da “Goo” (1990). I più belli? “Tunic” e “Cinderella’s big score”.

Dirty Boots:

Tunic (Song For Karen):

Mary-Christ:

Kool Thing:

Mote:

My Friend Goo:

Disappearer:

Mildred Pierce:

Cinderella’s Big Score:

Scooter And Jinx:

Titanium Expose:

Lascia un commento

Archiviato in Musica o radio

L’eminenza grigia

L’eminenza grigia di Aldous Huxley.

eminenza grigia

(p.34): “Il fanciullo è padre dell’uomo.”

Cioè, più o meno, “ciò che l’uomo diventa nasce sempre da ciò che è stato un tempo il bambino”, e l’espressione è tratta da una poesia di William Wordsworth, The rainbow:

My heart leaps up when I behold
A Rainbow in the sky:



So was it when my life began;

So is it now I am a man;
So be it when I shall grow old,

Or let me die!



The Child is father of the man;

And I could wish my days to be



Bound each to each by natural piety.

– – –

(p.44): “E’ una delle tragedie della storia che il Cristianesimo non abbia conosciuto nulla del Buddismo (…) Negli insegnamenti del Buddismo primitivo e meridionale, il Cattolicesimo avrebbe trovato dei correttivi quanto mai salutari per la sua teologia (…), per quel suo preoccuparsi, incessante e pericoloso, della pena e della morte (…)”

(p.103): “… una di quelle filastrocche assolutamente fantastiche che erano così convincenti per i teologi del medio evo e degli inizi dell’età moderna. Citazioni dal Vecchio e dal Nuovo Testamento vengono legate insieme a dozzine, a sostegno del punto di cui si sarebbe desiderata una dimostrazione. (…) per la maggior parte debbono essere sottoposte ad arbitraria interpretazione.”

– – –

Tutte le classificazioni appaiono ridicole, ma… (p.97): “Di fronte alla continuità manifesta della natura, cosa potrebbe essere più assurdo della elaborata gerarchia di nomi escogitata dagli uomini di scienza? Eppure, senza una tale gerarchia, non vi potrebbe essere alcuna analisi del mondo che ci circonda né comprensione dell’intelletto. Lo stesso si verifica con la psicologia superiore (…) Fin quando ricordiamo che ‘le parole sono segni delle cose’ ed evitiamo l’errore troppo comune e assolutamente fatale di ‘far cose i segni delle parole’, le classificazioni possono essere per noi della massima utilità.”

– – –

(p.165): “Grazie a una certa specie di ‘progresso’ intellettuale, i governanti moderni non credono più che saranno torturati per l’eternità se si comporteranno da malvagi. E’ scomparsa la sanzione escatologica [cioè del destino ultimo dell’uomo], che è stata una delle armi principali dei profeti del passato. Questo non avrebbe importanza, se la morale avesse proceduto di pari passo con il ‘progresso’ intellettuale. Ma ciò non è accaduto.”

(p.179): “E mentre tutti i moralisti considerano l’ambizione personale come cosa non desiderabile, solo i teocentrici più avanzati hanno percepito quanto sia perniciosa [nociva] l’ambizione che si prova per altri, sia una setta, una nazione, una persona.”

(p.232): “Più e più volte uomini di chiesa e laici devoti sono divenuti uomini di stato con la speranza di elevare la politica al loro livello morale, e sempre la politica è riuscita a trascinarli giù al basso livello morale su cui gli uomini di stato, in quanto fanno della politica, sono costretti a vivere.”

– – –

(p.177): .”.. perché il vero Satana è l’elemento presente in ogni essere umano e che impedisce all’essere di morire a se stesso per unirsi con la realtà da cui è stato separato.”

(p.185): “dice Bryce ‘che una volontà forte e senza vacillamenti diviene a volte una forza tanto tremenda, quasi ipnotica’. Lucifero è la più alta incarnazione mitologica di questa intensa volontà personale, e i grandi uomini che hanno incarnato quest’ultima sulla scena della storia partecipano, in un certo grado, di quella forza e di quella grandezza sataniche. Appunto per questa forza e per questa grandezza, così diverse dalla debolezza e dallo squallore delle nostre menti, noi continuiamo a tornare nostalgicamente sulle biografie di uomini come Alessandro, Cesare, Napoleone, e, quando appare ogni nuovo imitatore di Lucifero, ci prostriamo di fronte a lui pregandolo di salvarci. E, naturalmente, a molti di questi Grandi piacerebbe sinceramente di salvare altri uomini. Ma poiché sono quel che sono – non santi, ma piccoli Luciferi – i loro sforzi bene intenzionati possono portare solo a perpetuare (…) quelle condizioni da cui l’umanità prega perpetuamente di essere salvata.”

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Storie dall’Africa coloniale

Il “Cent’anni di solitudine” di Chatwin:

ouidah

Il documentario di Herzog sull’imperatore Bokassa:

1 commento

Archiviato in *Fabrizio, Film o telefilm, Libri o scrittura

My dear companion

Ecco il riff di pianoforte più bello degli ultimi 20 anni.

Click per ingrandire

Click per ingrandire

Si ascolta qui:

(rachelgrimes.bandcamp.com/track/my-dear-companion)

E lo spartito è su questo sito con la prima pagina di ogni canzone gratis nell’anteprima:

www.musicnotes.com/sheetmusic/colFPE.asp?ppn=CL0003909

1 commento

Archiviato in *Fabrizio, Musica o radio