Libri di Vonnegut che ho

 

un pezzo da galera

galapagos

cronosisma

barbablu

madre notte

mattatio 5

colazione dei campioni

racconti

Letti oltre a questi, forse in biblioteca: Ghiaccio nove, Perle ai porci / Dio la benedica mr Rosewater, Quando siete felici fateci caso.

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Supertelefono

Isaac Asimov, in un articolo del 1970, citava le predizioni di Arthur Clarke a proposito delle comunicazioni satellitari:

 

 

Nello stesso articolo, ipotizzava la realizzazione di un “supertelefono” entro l’anno 2000:

 

[…]

[…]

[…]

 

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

“Il piacere del tennis” di René Lacoste

Un libro che solo a prenderlo in mano migliora il proprio gioco.

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Scacchi

Chiesa di San Savino, Piacenza. Mosaico pavimentale

Conoscevo bene per diretta esperienza la misteriosa attrazione del “gioco dei re”, l’unico fra tutti i giochi escogitati dall’uomo che si sottragga sovranamente alla tirannia del caso e dia la palma della vittoria all’intelletto soltanto, o per meglio dire a una forma particolare di talento intellettuale. Ma non ci si rende già colpevoli di una limitazione offensiva, nel chiamare gli scacchi un gioco? Non è anche una scienza, un’arte, oscillante fra queste due categorie come la bara di Maometto fra cielo e terra, straordinario legame fra tutte le coppie di opposti; antichissimo eppure eternamente nuovo, meccanico nella disposizione e animato solo dalla fantasia, limitato in uno spazio rigidamente geometrico e insieme infinito nelle sue combinazioni, in continua evoluzione eppure sterile, un pensiero che non conduce a nulla, una matematica che non calcola nulla, un’arte senza opere, un’architettura senza sostanza e nonostante ciò, com’è dimostrato dai fatti, più durevole nella sua essenza ed esistenza di tutti i libri e le opere, l’unico gioco che appartenga a tutti i popoli e a tutti i tempi e di cui nessuno sa quale Iddio l’abbia portato sulla terra per ammazzare la noia, acuire i sensi, avvincere l’anima. Dov’è in esso il principio e dove la fine? Ogni bambino può imparare le sue prime regole, ogni sciocco può cimentarvisi, e tuttavia all’interno di questo stretto immutabile quadrato esso riesce a produrre una particolare specie di campioni, non paragonabile a nessun’altra, uomini dotati solo per gli scacchi, genî specifici, nei quali visione, pazienza e tecnica operano in proporzioni così precise come nel matematico, nel poeta, nel musicista, solo in una diversa stratificazione e connessione. In altri tempi, quando furoreggiava la fisiognomica, un Gall avrebbe forse sezionato i cervelli di questi campioni di scacchi, per constatare se in questi genî fosse più intensamente caratterizzata che in altri crani una particolare circonvoluzione della massa cerebrale, una specie di muscolo o bernoccolo degli scacchi.

(Stefan Zweig, Novella degli scacchi, 1941)

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Pump e Blood Sugar

Il making of di due album che segnarono la mia vita musicale alle medie.

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Film o telefilm, Musica o radio

Matisse, Camoin, Baudelaire, in Costa Azzurra

Vence, 6 settembre 1944…

Ho fatto l’illustrazione del tuo buon amico Baudelaire. Ho fatto, in corrispondenza di ogni brano scelto, trentacinque litografie di têtes d’expression. Non è ciò che generalmente ci si aspetta dall’illustrazione di questo poeta. Ci si potrebbe immaginare una serie di gambe scoperte più o meno tormentate. Spero che i borghesi non saranno così esigenti, che terranno di buon conto la mia opera inaspettata…

[H. Matisse, lettera a C. Camoin, traduzione mia]

Correspondance entre Camoin et Matisse

Matisse, Camoin et Marquet, 1914

H. Matisse, C. Camoin et A. Marquet, 1914

– – –

Le dessin doit être un équivalent plastique du poème.

Il disegno dev’essere un equivalente plastico della poesia.

[Henri Matisse]

H. Matisse, Etude de Martiniquaise, eau forte, pour le frontispice de Les Fleurs du Mal de Charles Baudelaire

H. Matisse, Etude de Martiniquaise, eau forte, pour le frontispice de Les Fleurs du Mal de Charles Baudelaire, Musée de Vence

H. Matisse, Etude de Martiniquaise, eau forte, pour le frontispice de Les Fleurs du Mal de Charles Baudelaire

H. Matisse, Etude de Martiniquaise, eau forte, pour le frontispice de Les Fleurs du Mal de Charles Baudelaire, Musée de Vence

fleurs du mal

Musée de Vence, sala dedicata alle “Martiniquaises” di Matisse

– – –

Oeuvre liée à la chapelle du Rosaire (Musée de Vence)

Oeuvre liée à la chapelle du Rosaire (Musée de Vence)

Planche de l’ouvrage Jazz (Musée de Vence)

Planche de l’ouvrage Jazz (opera presente al Musée de Vence e al Musée Matisse di Cimiez, Nizza)

Nizza, museo Matisse

Nizza, museo Matisse

Opere di Matisse legate a Nizza

Opere di Matisse legate a Nizza

– – –

Nizza, foto presente al museo Matisse di Cimiez e in casa Renoir a Les Collettes

Foto presente al museo Matisse di Cimiez (Nizza) e in casa Renoir a Les Collettes (Cagnes-sur.Mer)

Renoir, La ferme des Collettes (1915)

Renoir, La ferme des Collettes (1915), Cagnes-sur-Mer

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Arte o fotografia, Incontri o luoghi, Libri o scrittura

San Giovanni in Canale

La chiesa di San Giovanni in Canale a Piacenza. (Click sulle foto per ingrandire.)

Affreschi del XVIII secolo, illuminati di luce fredda, in un bel contrasto con la luce calda della navata:

san giovanni in canale -18

san giovanni in canale -15

san giovanni in canale -16

Le due grandi tele di Antonio Bresciani, invece, sono quasi indecifrabili per la scarsa illuminazione. Sono due scene della vita del santo Ulderico, vale la pena citare i titoli: “S. Afra appare a S. Ulderico e gli addita S. Pietro al centro di un sinodo celeste” e “A S. Ulderico celebrante appare una mano che avvolta da una nube sostiene la sacra ostia“(1747).

san giovanni in canale -17

Bresciani Antonio nacque a Piacenza l’8 nov. 1720. (…)
Nel 1739, in un latino abbastanza elegante che ne documenta la cultura, lasciava testimonianza della sua presenza sulle pareti della cupola del duomo di Piacenza, intento a studiare quegli affreschi del Guercino che inciderà più di sessant’anni dopo. Nel 1740 era a Bologna presso Donato Creti e vi rimase per sei o sette anni. Che cosa sapesse fare al ritorno è documentato dai due quadri con Storie di s. Ulderico (1747) dipinti a Piacenza per la chiesa omonima (e ora in S. Giovanni).
(…) La sua pittura però è in questo momento scolorita, monotona, piuttosto macchinosa e vuota.
(…) Numerose le sue opere nelle chiese di Parma. (…) Tutte opere che ci presentano un artista insensibile a quell’influsso di cultura francese che nel ducato, nella seconda metà del secolo, affascinava colleghi più giovani.
A Piacenza, oltre ai dipinti già ricordati, rimangono un suo Convito di Epulone (1779) nella chiesa di S. Lazzaro e quattro medaglie ad affresco (di soggetto mitologico) in altrettante sale del palazzo Maruffi; gli possono essere ragionevolmente riferiti cinque affreschi nelle sale al primo piano del palazzo Rota (ora della Cassa di Risparmio) e altri nei palazzi Fogliani e Scotti da Vigoleno (ora prefettura), due medaglie ad affresco nel palazzo dell’amministrazione dell’Opera pia Alberoni, altre sullo scalone e nelle sale del palazzo dei conti Manfredi; un’altra ancora in una sala del palazzo Petrucci. Veramente deliziosi gli affreschi nella villa già dei marchesi Volpolandi a Vigolzone di Piacenza. Dispersa invece la Moltiplicazione dei pani e dei pesci dipinta per S. Andrea, ricordata nelle guide come il suo dipinto più importante.

[fonte treccani.it]

Per gli stessi problemi di illuminazione non ho fotografie di un bel gruppo scultoreo in legno e della “tomba Scotti”.

In una grande cappella laterale realizzata nell’Ottocento ci sono due tele gigantesche, direi almeno 8×8 metri, una delle quali di Gaspare Landi.

… Nel 1804 firmò il contratto per l’esecuzione della vastissima Salita al Calvario per S. Giovanni in Canale a Piacenza… [treccani.it]

san giovanni in canale -10

san giovanni in canale -11

san giovanni in canale -12

Questo è il pavimento della cappella, che come indicato è del Seicento:

san giovanni in canale -13

L’organo Cavalletti del 1766 suonato per l’occasione da Etienne Walhain (Settimana Organistica):

san giovanni in canale -14

Pianta della chiesa (fonte movio.beniculturali.it):

s giovanni

(…) Dopo la soppressione napoleonica degli ordini religiosi, i locali della chiesa furono riutilizzati in vario modo, per esempio il chiostro fu trasformato in una scuderia e durante la prima guerra mondiale la chiesa divenne un deposito di cereali.
Dopo la guerra il parroco spinse per il restauro che inizierà solo dopo il 1928 grazie alla scoperta di un affresco quattrocentesco in una cappella laterale, che fornisce uno spunto per ridestare interesse sulla chiesa.
Siccome nella chiesa vi era una mescolanza di stili, fu proposto un ritorno al gotico. (…) Il parroco puntava sul fatto che la finestra trifora sul portale centrale era in pessime condizioni di stabilità e bisognava ripristinare il rosone. (…)
L’applicazione di mosaici moderni sulla facciata esterna non fu ben vista.
Nel 1940 si misero le mani sull’interno. (…) I restauri si conclusero nel 1958.

[fonte: movio.beniculturali.it]

san giovanni in canale -19

“L’applicazione di mosaici moderni sulla facciata esterna non fu ben vista…”

 

– – –

Segnalo il sito con foto HD degli spazi interni: marcostucchi.com

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Arte o fotografia, Incontri o luoghi, Musica o radio