Di spirito un po’ alternativo

Ecco due bei film di spirito un po’ alternativo che abbiamo visto ultimamente.

Dogtown and Z-boys, un documentario realizzato da uno degli Z-boys, cioè un gruppo di skater californiani innovativi degli anni Settanta. L’autore è anche un fotografo e videomaker, quindi il film è ricco di immagini dell’epoca, in cui gli skater andavano nelle piscine vuote e sperimentavano le evoluzioni, bellissime immagini girate in super-8 da cui credo abbia tratto ispirazione Gus Van Sant per il suo Paranoid Park. L’estetica skate è stupenda e noi l’amiamo e ci siamo esaltati.

Somewhere è stato il primo cinema della stagione, il primo spettacolo di un sabato sera in una sala minore gremita di persone un po’ strane. Il film ha vinto Venezia, secondo me perché il festival di Venezia ultimamente imita quello di Cannes, in cui vincono film dalle inquadrature lunghe e dalle immagini sgranate, insomma film più alternativi, quindi Somewhere, essendo un po’ alternativo, ma anche un po’ datato, perché potrebbe essere un film dei primi anni Duemila, era proprio il film perfetto per essere presentato a Venezia. Con il risultato che Sofia Coppola, che fa dei film di genere, ha vinto, e questa volta il genere che ha scelto ci è piaciuto molto. Mi ha ricordato Brown bunny di Vincent Gallo, per intenderci. Durante le inquadrature lunghe il pubblico, che in tutti questi decenni non si è ancora abituato ai film d’autore, rumoreggiava.

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Archiviato in *Fabrizio, Film o telefilm

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