Re: Grafica

Buongiorno,
da un po’ di tempo ho in mente una cosa da dirvi, non è una polemica, ma una perplessità. Non essendo esperto di jazz e non avendo tanta confidenza con questo genere musicale, di solito mi affido all’intuito e al sentimento per scegliere cosa ascoltare. Mi arrivano da tempo le vostre e-mail di invito ai concerti, ma devo dire che sotto il punto di vista della veste grafica sono un po’ carenti e deludenti. Cioè: le figure dei musicisti che accompagnano la descrizione non mi invogliano mai a venire nel vostro club a vedere i concerti. Sono spesso foto di anonimi signori con il loro strumento in braccio, illuminati con freddi flash o neon. Non dico che occorra fare affidamento solo sull’aspetto esteriore, sono sicuro che siano tutti grandi musicisti, però, ad esempio, quando non conosco uno scrittore la mia prima impressione scaturisce dalla copertina dei suoi libri. Se una copertina è brutta ci sono meno possibilità che io compri un libro. Lo stesso vale per i dischi, e in questo caso per i concerti.
Credo che in questo modo l’ambiente risulti un po’ chiuso e disinteressato ad ampliare il proprio range di pubblico, ovvero che non abbia bisogno di stuzzicare possibili nuovi utenti con uno stile un po’ più accattivante.
Se le foto inserite nelle e-mail sono fornite direttamente dagli artisti penso che si possa chiedere loro di più.
Saluti e grazie per l’attenzione.
Fabrizio

 

Caro Fabrizio,
concordo assolutamente con te, ma quelle immagini, spente e un po’ bruttine che inviamo è quelo che (a fatica) riusciamo a farci dare dagli artisti che, hai perfettamente ragione, non curano assolutamente questo aspetto della professione.
Insisterò per farli “crescere” un po’ sotto questo aspetto…e mi ci metto dentro anche io…!
Ciao. [firmato, il gestore e musicista jazz]

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6 commenti

Archiviato in *Fabrizio, Musica o radio

6 risposte a “Re: Grafica

  1. and

    Ciao Fabrizio, ho letto con attenzione quanto hai scritto. Non conosco per niente il mondo del jazz ma capisco bene cosa vuoi dire. Quel mondo ma anche altri fanno poco o nulla per allargare il bacino d’ascolto o lettura e finiscono un po’ per arroccarsi. Ed è chiaro che l’estetica, la grafica, le foto, tutto quello che si può dire, hanno un ruolo fondamentale da sempre.
    Però nello stesso tempo, non ci faccio caso, sono cose che mi interessano relativamente e in una situazione come quella l’attuale in cui il contenuto è completamente sparito, forse questa totale mancanza di cura dell’immagine mi fa tirare ogni tanto dei sospiri di sollievo, pur sapendo che anche questa è in parte una posa. Nell’ambito indie-alternative, chiamiamolo come si vuole, questa cosa è diventata strabordante, fastidiosa e mi fa parecchio star male ed è anche uno dei motivi che mi spinge a non frequentare nessun concerto o ritrovo o presentazione di libri, eccetera.

    Sui libri, anche lì, la penso diversamente. Io gradirei libri senza nessun tipo di grafica, copertina cartonata con titolo, autore e casa editrice, dentro la presentazione dell’opera e dell’autore. Nient’altro. So benissimo che ci sono copertine bellissime, io sono affezionatissimo alla mia copia statunitense di Gravity’s Rainbow però a dirti la verità l’ho percepita molto dopo e quando entro in una libreria non mi conquista nessuna copertina, proprio nessuna.

    Perdonami per l’abbondanza di parole ma è uno degli argomenti che sto dibattendo da tanto tempo con tante persone.

  2. and

    Concludo, io avevo apprezzato tanto le copertine dei Mini della Minimum Fax, che erano cartonate, classiche ma anche moderne con un semplicissimo innesto grafico sopra ma proprio semplice.

  3. viapozzo6

    Sì, infatti la seconda parte del discorso, che ho risparmiato al povero gestore, è che d’altro canto si rischia di fare come nella musica “indie”, in cui tutto ha un aspetto così figo da suscitare diffidenza, e spesso a ragione.
    Tuttavia, la grafica e la confezione dei dischi ormai sono l’unica cosa che mi spinge ancora, ogni tanto, a comprarli. Quando la grafica è pensata dai musicisti ha un ruolo fondamentale, perché completa il concept.
    Per i libri il discorso è diverso, credo che la copertina non sia mai scelta dall’autore. Spesso i progetti grafici fanno pena. Il primo impatto però è decisivo e a volte, ma solo a volte, mi fa entrare nel giusto spirito della lettura.
    Il succo di tutta la questione comunque l’hai capito bene, era proprio: “finiscono per arroccarsi”.

    p.s. Se vai qui: http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/archivio/ContentSet-c94ab882-3003-430c-9fcc-c653d4fde58a.html nelle clip dal 15 al 19 novembre 2010 ci sono varie opinioni sul concetto di “copertina”.

    Grazie del commento.
    Fabrizio

  4. Verissimo che i contenuti sono la cosa più importante e naturalmente bistrattata nell’arte in generale. Però un album con una bella copertina, il libretto e tutto il resto rende l’oggetto bello da tenere fra le mani e da mostrare sullo scaffale della libreria. So che sembra un discorso da nerd ma quando tengo in mano i vecchi cd degli Smashing Pumpkins o dei Pearl Jam ammiro ancora la cura del dettaglio grafico oltre che la potenza del suono

  5. and

    Sai forse da cosa un po’ mi viene questa allergia per la grafica? Quando ero un adolescente non avevo una lira per comprare dischi, neanche una e ho dovuto aspettare di cominciare a lavorare per poterli acquistare (prima i soldi che ricevevo o guadagnavo mi servivano per scuola e essere un minimo indipendente) e allora mi arrivavano registrati sulle cassettine che infilavo nel mio piccolo stereo o nel walkmann scassato.

  6. bastiano

    scusate se non entro nel merito, vorrei solo ringraziare i partecipanti a questa conversazione, e and, in particolare, per la sua postilla finale: scatena in me una commozione puerile, anche se laica e mentale, che non so contenere, per parole e mondi ieri vicini, e ora sommersi, e come indifferenti -ma morti, se morti, con gli occhi aperti: come materialismo, come capitalismo, come consumi, come alienazione, come bisogni, come controcultura, come lavoro-merce-valore, come salario, come riscatto, inverno, dignità o silenzio, come musica, e come letteratura. grazie.

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