Leggere senza stare male

Quando ero piccolo soffrivo la macchina e durante alcune gite vomitavo, invece al giorno d’oggi riesco persino a leggere  senza stare male, anche sul pulman, a volte, per esempio i racconti corti. Per il viaggio verso una stazione sciistica, ieri, ho portato Se hai bisogno, chiama di Raymond Carver. L’ho letto durante il ritorno, ma sulle piste avevo mangiato troppi fichi disidratati e a un certo punto mi è venuta la nausea. Ho dovuto riprendere la lettura stamattina, a casa, per sapere come sarebbe andato a finire uno dei  racconti, un racconto in cui non succede praticamente niente, come in tanti racconti di Carver. Oggi ho pensato che quando leggo qualcosa di Carver mi sorprendo a immaginare molto più di quello che c’è effettivamente scritto sul libro.  Per cui non so esattamente perché mi piace. Ho pensato che i suoi racconti mi fanno più o meno lo stesso effetto dei testi di Emidio Clementi (Massimo Volume), o di un quadro di Hopper.

Sì, mi piace lo sci da discesa, quando le piste sono vuote, anche se mi sento in colpa per il paesaggio deturpato dagli impianti.

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Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

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