La noia

La noia per un certo periodo è stata una mia fissazione, la consideravo lo stato d’animo contenitore primordiale di tutti i peggiori stati d’animo esistenti. Era una visione forse leopardiana. Alle prese con le mie prime sperimentazioni chitarristiche avevo anche provato a sintetizzarla in una sequenza di accordi:

La noia è anche il libro di Moravia in cui cercavo parole per descrivere ed esorcizzare la noia. Ora, visto che non mi annoio più un granché, ed è meglio così, perché la noia non è esattamente l’aspetto più figo del pessimismo cosmico, posso sfogliare più tranquillamente La noia e rileggerne i passi sottolineati allora:

Niente di quello che facevo mi piaceva ossia mi sembrava degno di essere fatto; d’altra parte, non sapevo immaginare niente che potesse piacermi, ossia che potesse occuparmi in maniera durevole. Non facevo che entrare e uscire dallo studio per qualsiasi futile pretesto che davo a me stesso, appunto per non restarci […]. Sentivo, d’altra parte, che queste occupazioni non erano che smaniosi travestimenti della noia.

Prendevo un libro, avevo una piccola biblioteca, sono sempre stato un buon lettore; ma ben presto lo lasciavo cadere: romanzi, saggi, poesia, teatro, tutta la letteratura del mondo, non c’era una sola pagina che riuscisse a trattenere la mia attenzione. E d’altronde, perché avrebbe dovuto farlo?

Ma chi mai disse che la musica agisce in qualsiasi modo, cioè si fa ascoltare, per così dire, per forza, anche dalla persona più distratta? Colui che disse una cosa simile disse una cosa inesatta. In realtà le mie orecchie rifiutavano non soltanto di ascoltare ma anche di udire. E poi, sul punto di scegliere il disco, questo pensiero mi paralizzava: qual è la musica che può essere ascoltata nei momenti di noia?

Ciò che mi colpiva, soprattutto, era che non volevo fare assolutamente niente, pur desiderando ardentemente fare qualche cosa.

Ogni tanto, tra queste frenesie della noia, mi domandavo se per caso non desiderassi morire; era una domanda ragionevole, visto che vivere mi dispiaceva tanto.

(Alberto Moravia, La noia)

Il pretesto per riprendere i passi di questo romanzo è la mia sessione di vecchio cinema italiano, che prosegue vorticosamente con La noia di Damiano Damiani, tratto da La noia di Moravia. Un bianco e nero molto bello degli anni Sessanta. Mi chiedo se in generale i film italiani del Duemila, visti nel 2050, saranno altrettanto affascinanti, ma forse è meglio non rispondere.

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2 commenti

Archiviato in *Fabrizio, Film o telefilm, Libri o scrittura

2 risposte a “La noia

  1. Toc toc, si può?

    Passeggiando di qua e di la per le vie del web, mi sono imbattuto fra le righe di questo interessante blog.

    Scrivo per passione con lo pseudonimo di Josè Pascal (figlio del fu Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).

    Al che mi chiedo: ti va di arricchire la mia scatola di latta con le tue idee e semplici storie?

    Spero di ricevere tue notizie e che la vita ti sia gaia.

  2. viapozzo6

    Grazie del commento e benvenuto, ti ho risposto via e- mail.
    Fabriz

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