Cosa facevo là? “Sono uno scrittore”, risposi.

Utz, questo meraviglioso romanzetto così novecentesco. I brevi appunti che seguono sono esempi di un particolare tipo di dialogo in cui sembra che il dialogante rivolga le domande a se stesso, mentre in realtà riporta domande e risposte passando dal discorso diretto a quello indiretto, e viceversa, con una tecnica che mi piace molto e mi sembra speciale, anche se non ho ancora capito se sia o meno codificata. Utz a parte, ne La scopa del sistema di D. F. Wallace un capitolo intero è scritto in questo modo e da allora ogni volta che trovo qualcosa del genere mi eccito.
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Non sembrava anche a me che il suo smalto somigliasse a quello di una ciprea?
“Sì”
“Grazie”
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E:
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Ora, volevo cortesemente riflettere sul fatto che Nabucodonosor, prima di farvi gettare dentro Sadrach, Mesach e Abdenego, aveva fatto riscaldare la sua fornace di fuoco ardente a una temperatura sette volte maggiore del solito?
“Sette volte, le dico!”. Utz agitò le mani per aria.
“Sta cercando di dirmi che Sadrach, Mesach e Abdenego erano statue di ceramica?”

Un altro, il più rappresentativo di tutti:
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Cosa facevo là?
“Sono uno scrittore”, risposi.
(Bruce Chatwin, Utz)
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1 Commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Una risposta a “Cosa facevo là? “Sono uno scrittore”, risposi.

  1. viapozzo6

    Telefonava su richiesta di Daisy: volevo andare a colazione da lei l’indomani? Ci sarebbe stata la signorina Baker.
    (F.S.Fitzgerald, Il grande Gatsby)

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