Caccia alla nutria

Un mio conoscente, chiamiamolo Carlo, mi ha spiegato tante cose che non sapevo riguardo alle nutrie.

Io ho visto bene le nutrie solo una volta, a Pavia, sulle sponde del fiume che scorre in centro. Gironzolavano al tramonto intorno a una barca attraccata. La nutria secondo me sembra un animale da bestiario mitologico ottenuto incrociando il castoro e il cane. Più l’agghiacciante dettaglio della coda di topo.

Il mio conoscente Carlo è esperto di nutrie, perché partecipa alle ronde di cacciatori che le cercano nei canali della campagna intorno a certi paesi della provincia di Piacenza. Mi ha detto che la nutria deve essere stanata e sterminata perché portatrice di leptospirosi*. La leptospirosi è un’infezione che viene all’uomo quando tocca l’acqua stagnante dei fossi in cui la nutria vive e orina*.

La caccia alla nutria è organizzata in questo modo: ogni cacciatore che uccida una nutria è tenuto a tagliarne la coda; tutte le code raccolte vanno presentate in Comune (o in Provincia, non ricordo) per dimostrare l’esatta quantità di esemplari uccisi e quindi ricevere una ricompensa*; ogni tre o quattro cacciatori è previsto un supervisore guardiacaccia che si occupi di riporre i cadaveri senza coda delle nutrie in appositi sacchi di plastica; i cadaveri vengono poi recapitati all’Azienda Sanitaria* per le analisi biologiche del caso (a campione) e per essere bruciati (in toto).

In provincia di Piacenza le nutrie vengono dunque massacrate a colpi di fucile. In provincia di Parma, invece, non si può sparare alle nutrie, perché i Verdi si sono lamentati*, per cui la procedura di bonifica è organizzata in quest’altro modo: vengono preparate delle trappole, ovvero delle gabbiette contenenti un ciuffo di insalata fresca o un cavolo (ci si creda o no, la nutria è erbivora); le nutrie così catturate sono portate all’Azienda Sanitaria per le analisi biologiche del caso (a campione) e per essere infine soppresse con il gas* e quindi bruciate (in toto).

A questo punto mi chiedo cosa abbiano ottenuto i Verdi lamentandosi della caccia alla nutria, se comunque alla fine le nutrie vengono gassate. Immagino che il vantaggio sia che si spara di meno nei campi.

Carlo mi ha mostrato i tunnel che le nutrie scavano sui bordi dei fossi, come volessero creare dei passaggi da un canale all’altro senza saltare gli argini. Ho visto le impronte delle zampe. I tunnel scavati dalle nutrie negli argini dei grossi fiumi rappresentano un problema, perché provocano infiltrazioni d’acqua e cedimenti durante i periodi di piena*.

A detta di Carlo, nel centro abitato di Piacenza il maggior numero di nutrie bazzica nei pressi del Canale Diversivo Ovest o “della fame”. Quando hanno inaugurato il sottopasso ciclabile della tangenziale, proprio a ridosso del Canale della fame, le nutrie assistevano senza paura e, anzi, insidiavano i presenti.

Penso che se la nutria fosse carnivora potrebbe avere la supremazia sull’uomo e conquistare il pianeta.

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* Le informazioni contenute in questo articolo non sono di tipo giornalistico e non sono state verificate.

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10 commenti

Archiviato in *Fabrizio, Incontri o luoghi

10 risposte a “Caccia alla nutria

  1. Povere bestie…
    Ce ne sono un bel po’ anche a Firenze. Anche se a dire il vero non ne vedo da parecchio tempo. Però più che bestie mitologiche sembrano dei grossi e grassi toponi.

    Ciao

  2. crave

    Ciao, mi sembra che sia uno di quei tipici animali “mitologici”, nel senso che su di loro ho sempre sentito un mucchio di racconti, però pur lavorando in Po ed incontrandole spesso non ho mai avuto riscontro di tutto quel che mi è capitato di sentire. Per prima cosa sul posto di lavoro troviamo i segni del loro passaggio, orme, fatte, ridici scavate… però le nutrie spariscono al nostro arrivo, quindi non sono quei mostri di aggressività, certo se si va vicini alla tana è facile che lei si metta in difesa. Le si vede spesso nuotare nel fiume, sporge la testa e sembrano immobili, intanto pinnano con le zampe. Se ci si avvicina troppo si immergono. A parte la coda da ratto non sono brutte bestie, molto simili ai castori. Probabilmente sono più un problema nei canali, perchè la sponda è spesso anche argine (argine in froldo si dice), ma da noi in Po questo problema è minimo, perchè loro stanno vicine all’acqua e lì fanno la tana. Sono molto più pericolose le arature al piede dell’argine che non le fantomatiche gallerie delle nutrie.
    Per finire la nutria è buona, la carne è rossa e ricorda la lepre. Una sera alcuni tipi ci hanno invitati a mangiarla con la polenta. Insomma se in vietnam si mangiano i ratti…

  3. viapozzo6

    Ecco, infatti, il motivo di tanti asterischi. Il racconto del conoscente aveva un che di grottesco. Come in tutti i racconti di nutrie e pantegane sembra che si faccia a gara a chi le ha viste più grosse.
    Crave, a questo punto potresti dirci qualcosa anche a proposito dei siluri del Po!

  4. wall..

    Una volta il mio cane aveva morso una nutria ed eravamo tutti preoccupati e anche il veterinario perchè la nutria poteva portare infezioni o malattie*.
    Poi, ma molto tempo prima, mia zia aveva una pelliccia di castorino che in pratica era fatta di nutrie*.
    Giusto per aumentarne l’alone “mitico”..

  5. crave

    Quanto ai siluri, beh io non sono un pescatore. Sono sul fiume tutto l’anno ma non ho mai avuto la passione per la pesca. Oddio, stessi su un fiordo in Norvegia magari mi sarebbe venuta. Tutto quello che posso dire è che non si viene divorati dai siluri, il bagno in Po l’ho fatto (a monte del Lambro, sopra Boscone di Calendasco) e non è nulla di rischioso, poi la storia del cane da caccia divorato dal siluro l’ho sentita troppe volte con modalità ed in contesti diversi perchè possa credervi. I siluri li vedi emergere a volte mentre navighi, si vede questa schienona che affiora e “rotola” nell’acqua. Alcuni sono effettivamente notevoli, abbastanza brutti a causa di quella coda un po’ anguillesca e della bavetta che li ricopre. Più che altro mi capita di vedere i cadaveri dei siluri morti galleggiare con vicini gabbiani o corvi. Molto visibili e presenti invece, sono i pescatori di siluri. E di carpe. Si accampano in tende anche in inverno, o peggio in estate quando di giorno ti uccide il sole e di sera le zanzare. Sono tutti attrezzati come paramilitari del Nord Dakota: tende, fornelletti, materiale iper tecnico e tutti rigorosamente in mimetica. Allora mi viene in mente mio zio che ha pescato tutta la vita e finito il turno di saldatura da Bassi, in bici col toni (la tuta) ed il baschetto classico da operaio anni 50, se ne andava a pescare tutte le sere e tornava sempre con un mucchio di pesce da distribuire ai parenti. Mi viene da pensare che a volte facciamo le cose più per vestirci, mettere un costume, giocare a recitare una parte che non per farla veramente. Un po’ come quando ci si veste da missione al polo solo per fare una sgambata sul Crociglia… vabbè ma questo non ha nulla a che fare con i siluri. Saluti.

  6. crave

    Dimenticavo: visto che prima, a proposito delle nutrie, ho chiuso con la nota gastronomica, farò altrettanto con il siluro. Mi è capitato di mangiarlo in francia, bollito. E’ una vera schifezza, grasso da far paura, ciccoso, veramente improponibile. Invece i filetti dorsali (tanti tengono solo quelli e buttano tutto il resto) impanati e fritti sono molto delicati e hanno solo un lievissimo odore di pesce. Vero è che, impanata e fritta, puoi mangiarti pure la spugna della cucina.

  7. viapozzo6

    Non pensavo che un post sulle nutrie avrebbe scatenato dei commenti fenomenali come questi! Grazie, divertentissimi.

  8. crave

    vedi allora che forse è veramente un animale mitologico

  9. Pingback: Caccia al graus | via pozzo 6

  10. Anonimo

    La Nutria va’ in ogni caso “gestita”, non sterminata. Gestire è diverso da cacciare, ma attenzione, è diverso anche da “proteggere”.

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