Scena della pizzeria

La SP1 è un po’ il Big Sur delle Marche. Gira intorno al famoso Conero, tutto verde. Al tramonto guardi giù verso il mare e hai il sole alle spalle e la linea d’ombra si allontana sull’acqua verso l’orizzonte. Però Ancona non è San Francisco e al di là del Conero non c’è Santa Cruz ma Sirolo e Numana e iniziano le piccole spiagge e i bagni e ogni bagno ha la sua pizzeria. Gli ombrelloni sono tutti pronti in fila, chiusi, in attesa della stagione. Le pizzerie sono tutte aperte e vuote, in attesa della stagione. Lontano si vede Porto Recanati ancora illuminata dal sole, c’è una specie di grattacielo. Ci sono gru che costruiscono altri palazzi.
Entro in una pizzeria enorme, che se non ricordo male si chiama Corallo. A cena sono io da solo, c’è una coppia di mezza età, c’è un signore con un cane in braccio, c’è la famiglia del proprietario. La televisione è sintonizzata sul TG5 e la guardano tutti, me compreso. Con il dolce c’è Striscia la notizia. La coppia ride, la famiglia ha già finito di mangiare. Io penso alla vita amara del trasfertista e alla scena di una pizzeria enorme e vuota e al TG5.
Sulla via del ritorno mi lascio sorpassare da tutti. Alzo il volume di un concerto alla radio, è una meraviglia, ovvero questo, ovvero questo:

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4 commenti

Archiviato in *Fabrizio, Incontri o luoghi, Musica o radio

4 risposte a “Scena della pizzeria

  1. wall..

    Non cambia nulla, puoi mettere una pianura leggermente nebbiosa, una collina che riesci solo ad immaginare dove inizia o puoi anche metterci una pioggia autunnale che non sembra finire mai o un tramonto su un lago, un bel lago neanche tanto grande. Ma il resto, tutto il resto compresa striscia la notizia e gli applausi finti e le risate finte e i forni a legna finti e le luci così forti e finte è uguale; e anche il ritorno; cerchi un appiglio che sia come te. (ah.. il trasfertista)

  2. wall..

    in coda c’era un appiglio…

  3. viapozzo6

    Intuisco quindi esperienze trasfertistiche… la mia prima finisce oggi, credo per un bel pezzo. Grazie perché ci leggi ancora dopo tanto tempo.
    Fantastico il video. Sogno lo stesso tipo di ironia in un’ipotetica futura televisione italiana di prima serata, o meglio: nei telespettatori.
    Ciao

  4. wall..

    Ciao, si intuisci bene. Conosco a memoria le serate come quelle descritte nel tuo post, e conosco l’effetto che mi fanno e che ritrovo in alcune delle persone che viaggiano per lavoro; se non ho inteso male io non è stata un’esperienza esaltante la tua: a conti fatti, personalmente ritengo che i lati positivi non reggano.
    Sogno o utopia quella non è una televisione che si discosta molto da alcuni programmi che andavano in onda verso la fine degli anni sessanta, quando si trattavano temi importanti in orari accessibili e senza l’obbligo di dover spettacolarizzare il dibattito. Che un primo passo sia stato il passaggio al digitale terrestre che (per ora) permette di scoprire questo mondo tanto lontano?
    (Se posso vi leggo sempre, e sempre trovo stimoli nei post che scrivete, dai consigli alle citazioni alle recensioni a ciò che vi succede, se non li ho mai fatti vi scrivo ora i miei complimenti al blog.)
    A presto.

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