Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere)

“No” disse Joan. “Non pensare che noi [donne] bramiamo una pirlata pura e semplice in qualsiasi momento come fanno gli uomini – per noi spesso è un piacere, ma di rado una passione. Nondimeno, che dire degli uomini, sempre a tafanarci come tanti cani attorno a una cagna in calore, e a pregarci di metter da parte la nostra virtù e di darsi a loro, e intanto ci disprezzano se lo facciamo; oppure ci comandano d’esser fedeli ai nostri mariti eppure non perdono occasione per far cornuto l’amico più sincero; oppure ci incaricano di guardare la nostra castità e tuttavia ci assalgono da ogni parte in tutti i vicoli, carrozze, salotti; oppure si stufano presto di noi se non mostriamo fuoco e tuttavia se lo facciamo ci fan la predica sul peccato; e inventano da un lato la morale e dall’altro la violenza; e in generale ci predicano la virtù e ci inducono al vizio – che dire, insomma, di tutto questo tira e molla? Noi donne siamo sempre sciamannate, tutte confuse e rintronate e divise tra quel che dovremmo e quel che vorremmo, e così completamente frastornate da non sapere mai cosa pensare della questione o quanta licenza concedere da un momento all’altro; sì che se l’uomo comincia il solito arriva-tasta-e-pizzica, noi possiamo respingerlo (se non ci mette al tappeto e ci sopraffà con la forza); e se lui ci lascia in pace, siamo così liete della sosta che non osiamo fare una mossa; ma ove l’uomo ci avvicinasse in piena e sincera amicizia, e ci riguardasse come creature umane e non come deretano e petto, con occhi diversi da quelli dello stallone, e dopo un po’ di discorso galante ci proponesse una cordiale pirlata allo stesso modo in cui si propone una partita a scopa (anziché invitarci al gioco con la stessa lussuria di chi t’invita a letto), se, insomma, l’uomo imparasse mai a fare una tale richiesta in una tale maniera, gli si romperebbe il letto sotto il peso delle donne grate e lui farebbe i capelli grigi prima del tempo! Ma in verità questo non succederà mai,” concluse Joan “dal momento che sarebbe meschino invitare un ospite e non prendere un servo: non è il semplice spasso che l’uomo brama, è la conquista – altrimenti i cascamorti sarebbero rari come la peste e non comuni come il vaiolo. Devi soltanto chiedere, Ebenezer, cordialmente, galantemente, come chiederesti un favore a un buon amico, e quello che chiedi raramente ti sarà rifiutato. Ma tu devi chiedere, altrimenti al nostro gran sollievo di non essere pressate, ti ignoreremo.”

(John Barth, Il coltivatore del Maryland, trad. Luciano Bianciardi)

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