Il mondo nuovo e ritorno

Il mondo nuovo di Aldous Huxley (1932). Per me più noioso di altri suoi libri, sebbene molto più famoso, nell’edizione italiana abbinato felicemente a Ritorno al mondo nuovo (1958), entrambi tradotti da Luciano Bianciardi.

Perché Il mondo nuovo è migliore, più lungimirante, sebbene antecedente di parecchi anni, di 1984 di Orwell, lo spiega l’autore stesso.

Alla luce delle ultime scoperte sulla condotta animale in genere, e umana in particolare, è chiaro che, a lunga scadenza, il controllo è meno efficace se ricorre al castigo della condotta indesiderata, anziché indurre la condotta desiderata mediante premi; è chiaro che un governo del terrore funziona nel complesso meno bene del governo che, con mezzi non-violenti, manipola l’ambiente e i pensieri e i sentimenti dei singoli, uomini donne e bambini.

[Per come funziona oggi, la Storia dà ragione a Huxley]

La società descritta in 1984 è una società controllata quasi esclusivamente dal castigo e dal timore di esso. Nel mondo immaginario della mia favola il castigo è raro e di solito mite. Il governo realizza il suo controllo, quasi perfetto, inducendo sistematicamente la condotta desiderata, e per far questo ricorre a varie forme di manipolazione pressoché non-violenta [ecc. ecc.]

(Aldous Huxley, Ritorno al mondo nuovo)

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