Il difetto è la madre dello stile

Tre passaggi di un lungo discorso sullo “stile” nell’arte (qui decontestualizzati – da un contesto antico e mediorientale):

“Oggi, per capire quanto sia speciale un miniaturista, io gli chiederei […] se si adegua ai nuovi costumi e si lascia influenzare da cinesi ed europei e insiste a dire, ah, voglio avere un mio metodo personale di disegno, un mio stile. Se come miniaturista vuole avere un’aria, e se cerca di dimostrare questo suo desiderio mettendo la firma in un angolo della sua opera come i maestri europei. Ecco, per prima cosa gli chiederei dello stile e della firma.”

Il vero talento e la vera arte non si guastano neanche con la brama di oro e di fama. Anzi, a dire il vero, come nel mio caso, il denaro e la fama sono diritti di chi ha talento e lo stimola. Ma se lo dicessi, i miniaturisti mediocri, quelli che muoiono di gelosia, mi darebbero addosso per essermi sbilanciato troppo […]

Il miniaturista non aveva apposto la sua firma, ma per far risaltare il suo meraviglioso disegno aveva abilmente messo un difetto al naso del cavallo. Il difetto è la madre dello stile, disse lo scià, e mandò il miniaturista in esilio a Bisanzio.

 (da Il mio nome è rosso, Orhan Pamuk)

“Il difetto è la madre dello stile” è bellissimo, secondo me.

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