Doppio sogno

Mi ha colpito come un fulmine la lettura “ad alta voce” di Doppio sogno di A. Schnitzler, intercettato in radio intorno al capitolo III, tanto da andarlo a riprendere e rileggerlo daccapo. Bisogna lottare un po’ con il ricordo del film Eyes wide shut, del quale tendo a cercare tracce in ogni riga. Ma il bello è che quasi un’ora di film è liquidata con le prime tre facciate. Inoltre la parola d’ordine “Danimarca”, che nel film era diversa e forse irrilevante, è il colpo di scena migliore, perché mentre viene pronunciata sorge il dubbio che tutto sia solo un lungo e assurdo sogno (almeno per quanto mi riguarda). (In breve: all’inizio il protagonista discute con la moglie di episodi che suscitano gelosia nella coppia, in particolare di una volta in cui lei si era invaghita di un danese al mare, quindi scoprire più tardi, durante le avventure notturne di lui, che una misteriosa festa segreta avrà come parola d’ordine “Danimarca” è una specie di scena lynchiana ante-litteram.)

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3 commenti

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

3 risposte a “Doppio sogno

  1. Grande libro, indipendentemente dal film (che, lo dico tra parentesti, è per me pure un gran film).

  2. alessandro.lusitani

    me lo presti?

  3. viapozzo6

    Sia libro che film grandi classici.
    Ale, dammi due giorni e te lo presto.
    Ciao

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