Interconnessioni

Poco dopo aver letto un lungo articolo su Internazionale intitolato The great tech war of 2012 (link gratuito in inglese) (parla della guerra spietata, ma anche delle interconnessioni, fra le quattro aziende più giganti del web) ho avuto uno scambio di e-mail con un amico in cui fra le altre cose si parlava di Cormac McCarthy, anzi lui ne parlava decisamente male, e poco dopo aver scritto quelle e-mail gliene è arrivata un’altra, mi ha detto, da Amazon.com, che proponeva l’acquisto dei libri di Cormac McCarthy. Gli algoritmi che individuano nelle e-mail qualsiasi possibile riferimento a qualsiasi cosa acquistabile probabilmente questa volta hanno funzionato in modo inappropriato, ma sia l’articolo sopraccitato che il piccolo episodio successivo sono decisamente rappresentativi di eccetera eccetera su cui non spenderò ulteriori parole.

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8 commenti

Archiviato in *Fabrizio, Incontri o luoghi

8 risposte a “Interconnessioni

  1. bastiano

    anche la somiglianza del medesimo Joyce, dentro l’ebook della foto, col pensatore di Rodin, sconsolato per sempre (per non parlare della foto stessa), sono abbastanza rappresentative di ulteriori eccetera eccetera.

  2. Zap

    saluti dall’amico

    ps: può essere che nella mail ricevuta abbia influita anche una -di numero- mia ricerca su wikipedia riguardante McCarthy. ma ricerco su wiki molte altre cose ogni giorno, e non mi arrivano mail promozionali su tutto. forse hanno fatto data mining (molto sloppy e decontestualizzato, quindi ridicolo) sulla combinazione mail + ricerche online.

  3. Zap

    influita = influito

  4. Zap

    e comunque, il prevedibile (man non per questo meno spaventoso) scenario che si prospetta è questo (preso dal suddetto link):

    ‘(…) each company has embraced what Jobs has branded the “post-PC world”–a vision of daily life that is enabled by, and comes to depend on, smartphones, tablets, and other small, mobile, easy-to-use computers.’

    depend. on.

    aaAaaarRgghh

  5. viapozzo6

    Beh già, grazie per lo spunto.
    Mi illudo che la ricerca su wikipedia sia un pochino più libera, ma poi, pensandoci, ogni accesso a wikipedia passa prima per Google, che, fra parentesi, già da tempo mette cornici promozionali intorno alle mie e-mail in base a ciò che scrivo.
    Almeno è una cosa meno invadente degli spot TV/Radio.

    Ciao
    Ps. Anche “enabled by” non è da meno, comunque.

  6. Zap

    Meno invadente? Non ne sarei così sicuro. Almeno la pubblicità in radio e tv non sa chi sei, deve sparare nel mucchio, per così dire. Questi sanno chi siamo, perché glielo diciamo noi (facebook é il caso più estremo). E monitorano ogni nostro acquisto e/o desiderio (o perlomeno ci provano). Il tutto abilmente nascosto dietro gli ormai svuotati concetti del “condividere”, “sociale”, “amico”, ecc.
    La desertificazione dell’Ego umano cammuffata come arricchimento.
    La vita ridotta a superficiale sindrome da instant-gratification.
    Quando la mole di informazioni, propinata come libertà assoluta, diventa troppo grande, un individuo che la analizza non riesce a farlo con un rapporto segnale/rumore adeguato. Ed i limiti, indispensabili per avere passione e creatività mirate, svaniscono in mille distratti click.

  7. bastiano

    bravo

  8. viapozzo6

    Zap come al solito mi hai fatto il culo!

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