Jest

HAMLET      Let me see. Alas, poor Yorick! I knew him, Horatio, a fellow of infinite jest, of most excellent fancy. He hath borne me on his back a thousand times, and now how abhorred in my imagination it is! My gorge rises at it.

AMLETO      Fammi vedere. Ahimè, povero Yorick! l’ho conosciuto, Orazio; un tipo estroso e pieno di squisite trovate; m’ha portato in spalla mille volte! Ed ora come mi vien schifo a raffigurarmelo, vedendolo così! Mi fa stomaco!

Se internet non ci fosse mi sarei chiesto per molto tempo se davvero David F.Wallace avesse citato Shakespeare nel titolo di Infinite Jest. O se fosse solo un coincidenza. Avrei optato per la citazione colta, conoscendo il tipo di scrittore. Ma internet c’è, e il mio dilemma è durato solo un giorno, wikipedia mi ha spiegato tutto, che le citazioni di Shakespeare in Infinite Jest sono anche altre, eccetera.

A me piaceva pensare, come libera traduzione: “Intrattenimento Infinito”.

Proprio in questi giorni leggevo un articolo sul tema “l’informazione è intrattenimento”, una frase premonitrice inventata da McLuhan tanti anni fa, che approfondirò più avanti, forse.

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5 commenti

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

5 risposte a “Jest

  1. In realtà una buona traduzione sarebbe “Lo scherzo infinito”. Di riferimenti all’Amleto in IJ ce ne sono decine, sia nella trama (a partire dalla morte di Incandenza padre), che come citazioni vere e proprie (Hal riflette verso la fine: ” It’s always seemed a little preposterous that Hamlet, for all his paralyzing doubt about everything, never once doubts the
    reality of the ghost. Never questions whether his own madness might not in fact be unfeigned.” Insomma, seguire tutte queste citazioni sarebbe un bel lavoro di approfondimento.

  2. Alessandro Lusitani

    quanto ti ha preso amleto! (sto imparando to be or not to be in inglese per la scuola)

  3. Anonimo

    Amleto è una delle chiavi per interpretare infinite jest, in ogni passaggio fondamentale. Dall’apparizione del fantasma (quello che ha citato Roberto è il cardine delle riflessioni di Hal) al disseppellimento della testa.
    Per approfondire il tema ti consiglio di leggere alcune cose, sicuramente Carlisle, ma anche negli altri due ci sono un po’ di spunti. Il Carlisle è tipo la bibbia, abbastanza introvabile anche all’estero, se ti interessa ne ho recuparato una copia in modo rocambolesco a la presto con piacere!
    Carlisle, Greg. “Elegant Complexity: A Study of David Foster Wallace’s ‘Infinite Jest'”. Hollywood: SSMG Press, 2007.
    Dowling, William; Bell, Robert. “A Reader’s Companion to Infinite Jest”.
    Pennacchio, Filippo. “What Fun Life Was. Saggio su Infinite Jest di David Foster Wallace”. Milano: Arcipelago Edizioni, 2009.

  4. Anonimo

    quello sopra sono io (filippo)

  5. viapozzo6

    Grazie a tutti quanti!
    Tempo fa avevo intenzione di cercare il saggio di Pennacchio, ma poi mi sono fatto prendere da altre cose.
    Sicuramente mi interessa dare un’occhiata al “Carlisle” anche se di certo non riuscirei a leggere in inglese un saggio molto complesso. Allora a presto..
    Fabrizio

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