Umberto Eco / Il cimitero di Praga

La gente divora vicende di terra e di mare o storie criminali per semplice diletto, poi dimentica facilmente quel che ha appreso e, quando le si racconta come vero qualcosa che ha letto in un romanzo, avverte solo vagamente che ne aveva già sentito parlare, e trova conferma delle sue credenze. (Umberto Eco, Il cimitero di Praga)

Questa frase è più o meno la più rappresentativa.

Il libro è difficile? Non troppo, secondo me. C’è anche una tabella-finale-riassuntiva delle vicende, superflua. Fortunatamente, per quanto mi riguarda, avendo letto Hannah Arendt sapevo già più o meno tutto delle vicende ebraiche richiamate da Eco (Dreyfus, il canale di Panama, I protocolli di Sion, ecc.). E con tutte le trasmissioni sull’unità d’Italia sentite in radio, mi orientavo bene anche nella parte ambientata in Sicilia. Insomma, preparato più di quanto pensassi.

Il libro è divertente? Sì.

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Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

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