Pausa

Se Nesi non fosse il traduttore di David Foster Wallace penso che non avrei mai letto questo libro, nonostante i consigli di diversi colleghi di lavoro, e forse avrei fatto meglio, perché sentir parlare ancora di crisi mi fa venire il latte ai gomiti. Storia della mia gente è uno sfogo personale sulla crisi economica, con intermezzi in cui l’autore ostenta la sua conoscenza della letteratura americana e ostenta un po’ tutto ciò che sa, cita chiunque, scimmiotta il sopraccitato Wallace (per questo è una lettura scorrevole), per non parlare delle pagine in cui spiega come ci si emoziona ascoltando i Sigur Ròs, e per tutti questi motivi io sono stanco di leggere narrativa, mi è passata la voglia, e mi prendo una pausa in cui al massimo leggerò la guida turistica del Belgio e qualche arretrato di Internazionale.

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Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

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