La tempesta

E dove si trova, signore, la coscienza? Se fosse un gelone
mi costringerebbe in pantofole; ma non la sento
questa dea nel mio petto. Venti coscienze
che si levassero tra me e il ducato di Milano potrebbero gelare
e sciogliersi prima di turbarmi.

Poi:

Ti prego, lasciati condurre dove crescono le mele selvatiche,
e io con le mie unghie lunghe scaverò le castagne,
ti mostrerò il nido della ghiandaia e ti insegnerò
come prendere al laccio l’agile scimmietta; ti guiderò
ai fitti grappoli delle nocciole, talvolta ti porterò
dagli scogli giovani gabbiani. Vuoi venire con me?

 Ma quelle migliori le trascrivo in originale:

We are such stuff
As dreams are made on; and our little life
Is rounded with a sleep.

Siamo della sostanza
di cui sono fatti i sogni; e la nostra breve vita
è racchiusa da un sonno.

Poi, anche se la traduzione italiana è impossibile (il fegato è perso):

I warrant you, sir,
The white cold virgin snow upon my heart
Abates the ardour of my liver.

Credetemi, signore,
la bianca, fredda e casta neve che ho sul cuore
frena l’ardore dei sensi.

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Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

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