Le catilinarie

Un paio di frasi interessanti, ma il libro in sé è una boiata.

Così vanno le cose, nell’universo: le fragoline di bosco, le lucertole e gli aforismi sono densi ed evocano la pienezza, mentre le zucche giganti, i soufflé al formaggio e i discorsi di inaugurazione sono gonfi in proporzione alla loro vacuità.

Inoltre c’è un abuso della parola “mallarméano” (ben due volte).

Mi sorpresi a pensare che doveva essere meraviglioso essere rozzi. Che pacchia: permettersi tutte le indelicatezze di questo mondo e farne cadere il rimorso sugli altri, come se fossero loro a comportarsi male!

Poi come idea assomiglia molto a un altro suo libro in cui c’era un assillatore alla stazione, o all’areoporto.

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Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

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