Coralli

Il mercante di coralli, raccolta di bellissimi racconti di Joseph Roth, featuring: La leggenda del santo bevitore, L’allievo modelloIl mercante di coralli (altrimenti conosciuto come Il Leviatano), ecc.

Ci sono molte più specie di coralli di quanto sappia la gente comune, che li conosce solo dalle vetrine o dai negozi. Innanzi tutto ce ne sono di levigati e non; di squadrati e di sferici; a forma di aculei e di bastoncini, che paiono filo spinato; coralli dai riflessi giallognoli, quasi biancorossi, del colore che hanno talvolta gli orli dei petali delle rose tèa, coralli rosa giallicci, rosa, rosso-mattone, rosso-barbabietola, color cinabro e infine quelli simili a gocce tonde di sangue rappreso. Ce ne sono di perfettamente tondi e di semitondi; coralli che paiono piccoli barilotti e altri piccoli cilindri; ci sono coralli dritti, sbilenchi e persino gobbi. Ci sono stelle, spine, rebbi, fiori. Perché i coralli sono le più nobili piante del sommerso mondo oceanico, sono le rose delle capricciose dee marine, tanto ricche di forme e di colori quanto i capricci di queste stesse dee. (Il mercante di coralli)

roth

Perché a nulla si abituano gli uomini più facilmente che ai miracoli, se si sono ripetuti una, due, tre volte. Sì! La natura degli uomini è tale che subito vanno in collera se non ottengono di continuo tutto quanto sembra aver loro promesso un destino casuale e passeggero. (La leggenda del santo bevitore)

Otto giorni dopo essa morì, a seguito della commozione cerebrale, s’intende! Ma non a torto Nissen Piczenik si disse che sua moglie non era morta solo per la commozione cerebrale ma anche perché la sua vita non dipendeva dalla vita di nessun’altra persona a questo mondo. Nessuno aveva desiderato che restasse in vita e perciò era morta. (Il mercante di coralli)

Passarono un certo tempo a bere e mangiare e poi, di nuovo col tassì, tornarono in città, e d’un tratto la sera sfolgorante di Parigi fu dinanzi a loro, e loro non sapevano che cosa farsene, proprio come succede a quelle persone che non hanno nulla in comune e si sono incontrate soltanto per caso. La notte si apriva dinanzi a loro come un deserto troppo luminoso. E non sapevano più che cosa farsene l’uno dell’altro, dopo avere con leggerezza dissipato l’esperienza essenziale che è data a un uomo e a una donna. Così decisero per quella che è la risorsa degli uomini del nostro tempo quando non sanno che cosa fare: andare al cinema. (La leggenda del santo bevitore)

Sono tanti anche i momenti in cui vengono descritte abitudini alimentari particolari di cent’anni fa, nei vari luoghi dell’Europa in cui i racconti sono ambientati. Cosa già riscontrata in Joseph Roth, qui: La cripta dei cappuccini.

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