Anatomia dell’irrequietezza

chatwin

Anatomia dell’irrequietezza è una raccolta di saggi, articoli e racconti.

Da Questo nomade nomade mondo:

Privati di pericoli, inventiamo nemici artificiali, malattie psicosomatiche, esattori delle tasse, e, peggio di tutto, noi stessi, se siamo lasciati soli nella stanza singola. […] Il moto è la migliore cura della malinconia.

Altri riferimenti degni di nota:

Variazioni su un’idea fissa – link al testo originale parzialmente disponibile su The New York Review of Books, l’integrale si paga, è un testo molto critico che parla di Konrad Lorenz.

La via delle isole – link alla versione inglese, forse è piratata, comunque l’originale uscì su The Times Literary Supplement. E’ un bel cambio di prospettiva su R.L.Stevenson, che viene molto criticato, anche se in un altro saggio di questa stessa raccolta si percepisce anche una certa stima di Chatwin verso RLS:

Il viaggio dev’essere avventuroso. “La gran cosa è muoversi,” dice Robert Louis Stevenson in Travels with a Donkey. “Sentire più da vicino le necessità e gli intralci del vivere; scendere da questo letto di piume della civiltà, e trovare sotto i piedi il granito del globo, sparso di selci taglienti”. [sempre da Questo nomade nomade mondo]

Da La moralità delle cose (qui parla del collezionismo di feticci come una questione umana istintuale di identità/territorio):

Se le cose sono segnacoli territoriali, dobbiamo ricordare la funzione del territorio in specie diverse dalla nostra. Un territorio è il tratto di terra di cui un animale e il suo gruppo hanno bisogno per nutrirsi e riprodursi… Ora, l’uomo è certamente attrezzato in modo da poter uccidere gli altri animali, … ma invece di sottomettere con la forza i vicini suoi rivali, … lo faceva combattendo, non con i pugni ma con le cose. Faceva scambi rituali di doni inutili che erano non meno aggressivi di una zuffa armata. Queste cose erano, come le nostre opere d’arte, dichiarazioni di integrità territoriale, ed erano usate come armi morali, in nome della diplomazia. Sappiamo tutti che il far doni è un atto aggressivo, e lo vediamo nell’usanza per cui i capi di Stato che si detestano cordialmente si regalano a vicenda ornamenti insulsi.

 

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