Lavoratori

Un lungo paragrafo di Cent’anni di solitudine letto proprio oggi, 1 Maggio.

Le lamentele dei lavoratori si basavano questa volta sulla insalubrità delle abitazioni, sulle truffe del servizio medico e sulla iniquità delle condizioni di lavoro. Affermavano inoltre di non venire pagati con denaro effettivo ma con buoni che servivano soltanto per comprare prosciutto della Virginia nei magazzini della compagnia. José Arcadio Secondo fu messo in carcere perché rivelò che il sistema dei buoni era un trucco della compagnia per finanziare le sue navi da frutta, che se non fosse stato per la merce destinata ai magazzini avrebbero dovuto far ritorno vuote da New Orleans ai porti d’imbarco delle banane. Le altre accuse erano di dominio pubblico. I medici della compagnia non visitavano gli ammalati, ma non facevano altro che allinearli in fila indiana davanti ai dispensari, e una infermiera gli metteva sulla lingua una pillola color verderame, che avessero il paludismo, la blenorragia o la stitichezza. Era una terapeutica cosí diffusa, che i bambini si mettevano in fila più volte e invece di inghiottire le pillole se le portavano a casa per segnare i numeri cantati del gioco della tombola. Gli operai della compagnia erano ammassati in spelonche miserabili. Gli ingegneri, invece di costruire latrine, portavano negli accampamenti, per Natale, un cesso portatile per ogni cinquanta persone, e si facevano dimostrazioni pubbliche sul come usarlo perché durasse di più. I decrepiti avvocati vestiti di nero che in altra epoca avevano assediato il colonnello Aureliano Buendía, e che ora erano procuratori della compagnia bananiera; scalzavano queste accuse con arbitri che sembravano opera di magia. Quando i lavoratori redassero un documento collettivo di richieste, passò parecchio tempo prima che potessero notificarlo ufficialmente alla compagnia bananiera. Non appena venne a sapere dell’accordo, il signor Brown [il datore di lavoro, ndr] agganciò al treno il suo sontuoso vagone di vetro, e sparì da Macondo insieme ai pii noti rappresentanti della sua impresa. Tuttavia, parecchi operai ne trovarono uno il sabato dopo in un bordello, e gli fecero firmare una copia del documento di petizione mentre ancora stava nudo con la donna che si era prestata a far scattare la trappola. I luttuosi avvocati dimostrarono in tribunale che quell’uomo non aveva nulla a che vedere con la compagnia, e affinché nessuno mettesse in dubbio i loro argomenti lo fecero imprigionare come usurpatore. Più tardi, il signor Brown fu sorpreso mentre viaggiava in incognito in un vagone di terza classe, e gli fecero firmare un’altra copia del documento di petizione. Il giorno dopo comparve davanti ai giudici coi capelli tinti di nero e rispose alle domande in uno spagnolo perfetto. Gli avvocati dimostrarono che non era il signor Jack Brown sovrintendente della compagnia bananiera e nato a Prattville, Alabama, bensí un inoffensivo venditore di erbe medicinali, nato a Macondo e lì battezzato col nome di Dagoberto Fonseca. Poco dopo, di fronte a un nuovo tentativo da parte dei lavoratori, gli avvocati esibirono in luoghi pubblici il certificato di morte del signor Brown, autenticato da consoli e cancellieri, nel quale si dava fede che il nove del giugno scorso egli era stato investito a Chicago da un camion di pompieri. Stanchi di quel delirio ermeneutico, i lavoratori ripudiarono le autorità di Macondo e accedettero con le loro proteste ai tribunali supremi. Fu allora che gli illusionisti del diritto dimostrarono che i reclami mancavano di ogni validità, semplicemente perché la compagnia bananiera non aveva, né aveva mai avuto né avrebbe mai avuto dei lavoratori al suo servizio, perché li reclutava occasionalmente e con carattere temporaneo. Di modo che si annullarono le panzane del prosciutto della Virginia, delle pillole miracolose e dei cessi natalizi, e si stabilì per verdetto del tribunale e si proclamò con bandi solenni l’inesistenza dei lavoratori.

(Gabriel Garcìa Màrquez, Cent’anni di solitudine)

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...