Kafka, America, Hannah Arendt

Il fumo del sigaro del signor Green […] si diffondeva in tutta la sala e portava l’influenza di Green in angoli e in nicchie nelle quali personalmente non sarebbe mai potuto arrivare.

(America, Franz Kafka)

kafka america

Ho letto America, quasi tutto, e poi alcuni saggi di Hannah Arendt.

arendt

Uno di questi saggi è su Kafka, si intitola Ripensando a Franz Kafka in occasione del ventesimo anniversario della sua morte (in effetti era quello il motivo per cui ho comprato l’Antologia). Alcuni estratti:

Una delle possibili interpretazioni della semplicità e della naturalezza della sua lingua è che la modernità di Kafka e la difficoltà della sua opera abbiano ben poco a che vedere con quella moderna complicazione della vita interiore sempre alla ricerca di tecniche nuove e originali per esprimere sentimenti nuovi e originali.

Ciò che in genere provano i lettori di Kafka è una fascinazione vaga e generica, anche per storie che non riescono a capire, un ricordo preciso di immagini e descrizioni strane e apparentemente assurde; finché un giorno il significato nascostosi rivela loro con l’evidenza improvvisa di una verità semplice e incontestabile.

La generazione degli anni quaranta e in particolare coloro cui è toccato in sorte il dubbio privilegio di vivere sotto il più terribile regime che la storia abbia mai prodotto sanno che il terrore di Kafka rappresenta in maniera adeguata la vera natura di quella cosa chiamata burocrazia: la sostituzione del governo con l’amministrazione e delle leggi con decreti arbitrari.

Ma negli anni venti la burocrazia non appariva agli occhi della gente un male sufficientemente grande da spiegare l’orrore e il terrore espresso nel romanzo. Le persone erano spaventate più dal racconto che dalla realtà di riferimento e perciò andarono alla ricerca di altre, apparentemente più profonde, spiegazioni e le trovarono, seguendo la moda del tempo, in un misterioso ritratto della realtà religiosa, nell’espressione di una terribile teologia.

[Hannah Arendt, Ripensando a Franz Kafka in occasione del ventesimo anniversario della sua morte, 1944]

Questi ultimi due paragrafi mi trovano pienamente d’accordo, perché anch’io penso che la chiave di lettura più longeva di Kafka sia quella più semplice (uomo e burocrazia).

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1 Commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Una risposta a “Kafka, America, Hannah Arendt

  1. Io ho il libro… comprato per l’esame di filosofia politica. :) ho letto confusione di ogni giorno ridendo con le lacrime. Kafka sì che si può definire ‘romanziere’ , E capirlo è una sfida cn se stessi. Bellissimo…

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