I due volti di gennaio

i due volti di gennaio

I due volti di gennaio di Patricia Highsmith è un giallo della mia estate 2013. Sono rimasto colpito dalla semplicità e particolarità dell’idea di base, e da come sia ben sviluppata. Poi ho trovato questo commento dell’autrice, all’interno del suo saggio Come si scrive un giallo, che sarà interessantissimo ma è fuori catalogo:

Uno dei miei libri, The Two Faces of January, aveva delle idee embrionali particolarmente vaghe. Ciò nonostante ne venne fuori un libro divertente, che in Inghilterra entrò nelle classifiche dei più venduti. Avevo un forte slancio per questo libro, anche se all’inizio molto confuso. Volevo scrivere di un giovane americano libero e vagabondo (l’avevo chiamato Rydal), in cerca di avventure, non un beatnik, ma un ragazzo bene educato e intelligente, non un criminale. Volevo scrivere dell’effetto che aveva su di lui l’incontro con uno straniero molto somigliante al padre, una figura autoritaria. Avevo appena fatto un viaggio in Grecia, a Creta d’inverno, e naturalmente ero molto impressionata da quello che avevo visto. Mi ricordavo un vecchio alberghetto cadente in cui mi ero fermata ad Atene, il servizio non un granché, i tappeti logori, nei corridoi si sentivano parlare dozzine di lingue, ogni giorno diverse, e volevo usare questo albergo. Volevo usare anche il labirinto del Palazzo di Cnosso che avevo visitato. Durante quel viaggio ero stata leggermente raggirata da un uomo di mezza età, laureato in una delle più prestigiose università americane. Il suo viso, molto aristocratico ma debole, avrebbe potuto esser quello del mio truffatore, Chester MacFarland, l’uomo che somigliava al padre di Rydal, un professore davvero rispettabile.
Chester è sposato con una bellissima ragazza, dell’età del giovane americano. Con questi scarsi ingredienti, mi sono tuffata con entusiasmo e foga in una storia di avventure. I due giovani sono attratti l’uno dall’altra, ma non hanno una vera e propria relazione. Lei viene accidentalmente uccisa da Chester, quando quest’ultimo tenta di ammazzare Rydal. Da quel momento Chester e Rydal sono uniti da due, o addirittura tre cose: primo, Rydal sa che Chester ha ucciso la moglie; secondo, Rydal sa che Chester ha ucciso ad Atene un agente di polizia; e terzo, Rydal nutre per Chester sentimenti di amoreodio, perché Chester assomiglia a suo padre – e perché Rydal è incapace dell’atto semplice ma assai poco sportivo di consegnare Chester alla polizia. Nel libro naturalmente le cose non sono così semplici, dato che Chester riesce a sottrarsi a Rydal per qualche tempo. Chester fugge sia da Rydal che dalla legge. Noi assistiamo alla disintegrazione del personaggio di Chester; e alla presa di coscienza, da parte di Rydal, dei rapporti col padre che l’ha trattato con durezza.

[fonte]

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