Il soccombente, estratti

Mi scuso con il pubblico per la carenza di articoli nell’ultimo periodo.

Oggi alcuni estratti da Il soccombente, di Thomas Bernhard, un autore importante a me sconosciuto. Parla di tre musicisti, fra i quali Glenn Gould, il più importante pianista del ‘900. Ispirato a personaggi veri, è un racconto di finzione.

Di tutti i bambini che vivono in campagna i maestri dicono che hanno del talento, talento per la musica soprattutto, e in realtà invece non hanno il minimo talento, sono tutti bambini assolutamente privi di qualsiasi talento, e il fatto che uno di loro soffi in un flauto o pizzichi una chitarra o strimpelli su un pianoforte non dimostra ancora che egli abbia del talento.

Per ora mi piace.

In un ambiente di studio che ci è ostile studiamo meglio che in un ambiente a noi amichevole, e colui che si accinge a studiare farebbe bene a scegliere un luogo di studio che gli sia ostile piuttosto che un luogo con un’atmosfera amichevole, in quanto un’atmosfera amichevole gli toglierebbe gran parte della concentrazione sullo studio, mentre un ambiente a lui ostile permette una concentrazione totale, al cento per cento, su questo studio, dal momento che su questo studio egli deve concentrarsi se non vuol cadere in preda alla disperazione, e in questo senso Salisburgo, come tutte le altre cosiddette belle città, è probabilmente raccomandabilissima per chi voglia compiervi un corso di studi.

Non l’ho ancora finito, me l’hanno prestato come fosse un libro divertente, ma per ora è molto triste.

In realtà non volevo essere un virtuoso del pianoforte in quanto ho sempre avuto contro questa idea le più ampie riserve e ho soltanto abusato del virtuosismo pianistico ai fini del mio processo di intristimento.

il soccombente

Se guardiamo con attenzione gli esseri umani, ci disse Glenn una volta, non vediamo altro che mutilati, mutilati esteriormente o interiormente, o anche interiormente ed esteriormente, sono tutti così, pensai. Quanto più a lungo guardiamo con attenzione un essere umano, tanto più egli ci appare mutilato, dal momento che all’inizio ci rifiutiamo di percepire l’entità vera della sua mutilazione. Il mondo è pieno zeppo di mutilati. Camminando per la strada incontriamo soltanto mutilati. Invitiamo da noi una persona e ci troviamo in casa un mutilato.

E infine:

Spesso gli eredi procedono in queste cose con una rapidità e una mancanza di scrupoli di cui noi non riusciamo nemmeno a farci un’idea. Poche ore dopo la morte del testatore, come viene chiamato, gli eredi svuotano la casa, portano via tutto e non permettono ad anima viva di avvicinarsi.

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