Bargnolino

In novembre il prugnolo selvatico è al suo punto estremo di maturazione (quasi passo ma non secco), dicono infatti di aspettare a raccoglierlo fino a dopo la prima gelata, ma in tanti lo raccolgono prima, agosto, settembre, perché “se no poi non se ne trova più”, ed ecco allora il disappunto di chi rispetta le regole della tradizione: “se raccogli presto, poi il bargnolino sa di acerbo”.

prunolo selvatico

Non pubblico la località esatta in cui quest’anno – in extremis poiché la stagione è avanti – ho colto bargnoli per la prima volta. Certe cose si svelano solo a voce. Comunque, tutta la mia inesperienza me l’ha sbattuta in faccia un cacciatore che passava di lì: viàtar si mia bon da catàia, i bargnò (non sapete come si colgono, i prugnoli). Dice che ci vuole un ombrello aperto e capovolto: scuotendo la pianta, quelli maturi ci cadono dentro da soli.

Il vento forte del mese scorso ne ha fatti cadere molti. Tutti, dice il cacciatore, ma non è vero, è solo per scoraggiarci, poi quando capisce che non siamo forestieri ma locali si ammorbidisce e ci indica una macchia più folta.

Un chilo di bargnoli va a bagno per quaranta giorni con un litro d’alcol puro, un limone tagliato in quattro, una stecchetta di cannella, alcuni chiodi di garofano. Poi si filtra, e si aggiunge uno sciroppo fatto con mezzo litro d’acqua, mezzo di vino rosso dolce, mezzo chilo di zucchero di canna. Questa è la ricetta consigliata al momento.

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