Fergus and the Druid e altre

Altre poesie di William B. Yeats, con i miei soliti tentativi di traduzione. Immagini dalla Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti (Torino).

Collino Ignazio e Filippo_Vestale

Collino Ignazio e Filippo – Vestale

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FERGUS AND THE DRUID

Fergus: This whole day have I followed in the rocks,
And you have changed and flowed from shape to shape,
First as a raven on whose ancient wings
Scarcely a feather lingered, then you seemed
A weasel moving on from stone to stone,
And now at last you wear a human shape,
A thin grey man half lost in gathering night.

Druid: What would you, king of the proud Red Branch kings?

Fergus: This would I Say, most wise of living souls:
Young subtle Conchubar sat close by me
When I gave judgment, and his words were wise,
And what to me was burden without end,
To him seemed easy, So I laid the crown
Upon his head to cast away my sorrow.

Druid: What would you, king of the proud Red Branch kings?

Fergus: A king and proud! and that is my despair.
I feast amid my people on the hill,
And pace the woods, and drive my chariot-wheels
In the white border of the murmuring sea;
And still I feel the crown upon my head.

Druid: What would you, Fergus?

Fergus: Be no more a king
But learn the dreaming wisdom that is yours.

Druid: Look on my thin grey hair and hollow cheeks
And on these hands that may not lift the sword,
This body trembling like a wind-blown reed.
No woman’s loved me, no man sought my help.

Fergus: A king is but a foolish labourer
Who wastes his blood to be another’s dream.

Druid: Take, if you must, this little bag of dreams;
Unloose the cord, and they will wrap you round.

Fergus: I See my life go drifting like a river
From change to change; I have been many things —
A green drop in the surge, a gleam of light
Upon a sword, a fir-tree on a hill,
An old slave grinding at a heavy quern,
A king sitting upon a chair of gold —
And all these things were wonderful and great;
But now I have grown nothing, knowing all.
Ah! Druid, Druid, how great webs of sorrow
Lay hidden in the small slate-coloured thing!

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FERGUS E IL DRUIDO

Fergus: Per tutto il giorno ti ho inseguito fra le rocce,
E tu sei cambiato passando di forma in forma,
Dapprima un corvo sulle cui antiche ali
Di rado resistono le piume, poi sei mutato
In una donnola saltellante di pietra in pietra,
Ed ora infine vesti una forma umana,
Un uomo grigio e smilzo perso nel calar della notte.

Druido: Che vuoi, re dei fieri regnanti del Ramo Rosso?

Fergus: Questo vorrei dire, oh più saggia fra le anime:
Giovane e fine, Conchubar mi sedeva accanto
Mentre sentenziavo, ed aveva parole sagge,
E ciò che per me erano fardelli impossibili,
A lui parevano scherzi, così posi la corona
Sul suo capo per sopire il mio dispiacere.

Druido: Che vuoi, re dei fieri regnanti del Ramo Rosso?

Fergus: Un re e fiero! proprio questo è il mio dramma.
Prendo parte alle feste della mia gente sulle colline,
E passeggio nei boschi, e conduco il mio cocchio
Sulla schiuma bianca dei confini del mare;
E ancor mi sento la corona in capo.

Druido: Che vuoi, Fergus?

Fergus: Non esser più re
Ed imparare la saggezza visionaria che ti è propria.

Druido: Osserva i miei pochi capelli grigi e le guance incavate
E queste mani che non sanno impugnare una spada,
Questo corpo tremante come un fuscello nel vento.
Mai una donna mi ha amato, né un uomo ha cercato il mio aiuto.

Fergus: Un re non è che un folle operaio
Che si rovina il sangue per incarnare il sogno degli altri.

Druido: Prendi, se devi, questa piccola sacca di sogni;
Sciogli il legaccio, ed essi ti avvolgeranno.

Fergus: Vedo la mia vita scorrere come un fiume
Un cambiamento dopo l’altro; fui tante cose –
Una goccia verde nella marea, un riflesso di luce
Su di una spada, un abete su di un colle,
Un vecchio schiavo sotto il peso di una macina,
Un re seduto su uno scranno d’oro –
E tutte furono meravigliose e grandi;
Ma ora sono diventato nulla, sapendo tutto.
Ah! Druido, Druido, che grandi trame di dolore
Si celano in un così piccolo oggetto grigio!

Maestro del flauto riparato_Natura morta con brocca, pipa, flauto, scladino e libri

Maestro del flauto riparato – Natura morta con brocca, pipa, flauto e libri

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THE INDIAN UPON GOD

I PASSED along the water’s edge below the humid trees,
My spirit rocked in evening light, the rushes round my knees,
My spirit rocked in sleep and sighs; and saw the moorfowl pace
All dripping on a grassy slope, and saw them cease to chase
Each other round in circles, and heard the eldest speak:
Who holds the world between His bill and made us strong or weak
Is an undying moorfowl, and He lives beyond the sky.
The rains are from His dripping wing, the moonbeams from His eye.
I passed a little further on and heard a lotus talk:
Who made the world and ruleth it, He hangeth on a stalk,
For I am in His image made, and all this tinkling tide
Is but a sliding drop of rain between His petals wide.
A little way within the gloom a roebuck raised his eyes
Brimful of starlight, and he said: The Stamper of the Skies,
He is a gentle roebuck; for how else, I pray, could He
Conceive a thing so sad and soft, a gentle thing like me?
I passed a little further on and heard a peacock say:
Who made the grass and made the worms and made my feathers gay,
He is a monstrous peacock, and He waveth all the night
His languid tail above us, lit with myriad spots of light.

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L’INDIANO A PROPOSITO DI DIO

Passavo lungo il limitare dell’acqua sotto alberi umidi,
Il mio spirito cullato dalla luce serale, le mie gambe fra i giunchi,
Il mio spirito cullato da sonno e sospiri; e vidi i fagiani scorrazzare
Tutti bagnati sulla sponda erbosa, e li vidi sciogliere un girotondo
Di inseguimenti, e sentii il più anziano pronunziare le parole:
Colui che tiene il mondo nel becco e ci rende deboli o forti
E’ un immortale fagiano, e vive al di là del cielo.
Le piogge vengono dalle Sue ali bagnate, i raggi di luna dai Suoi occhi.
Avanzai ancora un poco e avvertii la voce di un loto:
Colui che creò il mondo, e lo governa, sta in equilibrio su di uno stelo,
Poiché io fui creato a Sua immagine, e questa ondata di pioggia
Altro non è che una goccia scivolata dai Suoi petali spiegati.
Facendosi largo nella penombra un capriolo alzò il suo sguardo
Colmo di luce di stelle, e disse: Colui la cui impronta è nei Cieli
E’ un capriolo mansueto; altrimenti come, di grazia, avrebbe potuto
Concepire qualcosa di così malinconico, delicato e mansueto come me?
Avanzai ancora un poco e sentii un pavone che diceva:
Colui che creò l’erba ed i vermi e il mio allegro piumaggio,
E’ un pavone gigantesco, e sventola per tutta la notte
La Sua coda languida sopra di noi, illuminata da mille riflessi di luce.

Saftleven Herman_Paesaggio al tramonto

Saftleven Herman – Paesaggio al tramonto

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HE BIDS HIS BELOVED BE AT PEACE

I HEAR the Shadowy Horses, their long manes a-shake,
Their hoofs heavy with tumult, their eyes glimmering white;
The North unfolds above them clinging, creeping night,
The East her hidden joy before the morning break,
The West weeps in pale dew and sighs passing away,
The South is pouring down roses of crimson fire:
O vanity of Sleep, Hope, Dream, endless Desire,
The Horses of Disaster plunge in the heavy clay:
Beloved, let your eyes half close, and your heart beat
Over my heart, and your hair fall over my breast,
Drowning love’s lonely hour in deep twilight of rest,
And hiding their tossing manes and their tumultuous feet.

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AUGURIO DI PACE ALL’AMATA

Posso sentire i Cavalli Irrequieti, le lunghe criniere scosse,
Gli zoccoli pesanti in tumulto, il bianco degli occhi spalancati;
Il Nord spiega su di loro una notte avvolgente, inquietante,
L’Est la sua gioia celata prima che irrompa il mattino,
L’Ovest lacrima rugiada pallida e passando sussulta,
Il Sud fa piovere a dirotto rose rosso fuoco:
Oh vanità di Sonno, Speranza, Sogno, Desiderio infinito,
I Cavalli della Catastrofe si gettano nella rena:
Amata, socchiudi gli occhi, e lascia che il tuo cuore
Batta con il mio, e che i tuoi capelli ricadano sul mio petto,
Soffocando la solitudine d’amore nel buio di un sonno profondo,
E celando quelle criniere agitate e quelle zampe impetuose.

Franceschini Marcantonio e Quaini Luigi_Armida sul punto di uccidere Rinaldo

Franceschini Marcantonio e Quaini Luigi – Armida sul punto di uccidere Rinaldo

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FOR ANNE GREGORY

‘NEVER shall a young man,
Thrown into despair
By those great honey-coloured
Ramparts at your ear,
Love you for yourself alone
And not your yellow hair.’

‘But I can get a hair-dye
And set such colour there,
Brown, or black, or carrot,
That young men in despair
May love me for myself alone
And not my yellow hair.’

‘I heard an old religious man
But yesternight declare
That he had found a text to prove
That only God, my dear,
Could love you for yourself alone
And not your yellow hair.’

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PER ANNE GREGORY

‘Mai potrà un giovanotto,
Caduto in depressione per il colore
Di miele di quegli enormi bastioni
Che cingono le tue orecchie,
Amarti solo per ciò che sei
E non per la tua chioma bionda.’

‘Ma allora potrei tingermi
Con altri svariati colori,
Castano, o nero, o carota,
Affinché i giovani depressi
Possano amar ciò che sono
E non la mia chioma bionda.’

‘Ho sentito proprio ieri sera
Un pio vecchio affermare
D’aver trovato in un testo la prova
Che solo Dio, mia cara,
Può amarti per ciò che sei
E non per la tua chioma bionda.’

Franceschini Marcantonio e Quani Luigi_Erminia fra i pastori

Franceschini Marcantonio e Quani Luigi – Erminia fra i pastori

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BEGGAR TO BEGGAR CRIED

‘TIME to put off the world and go somewhere
And find my health again in the sea air,’
Beggar to beggar cried, being frenzy-struck,
‘And make my soul before my pate is bare.—

‘And get a comfortable wife and house
To rid me of the devil in my shoes,’
Beggar to beggar cried, being frenzy-struck,
‘And the worse devil that is between my thighs.’

‘And though I’d marry with a comely lass,
She need not be too comely—let it pass,’
Beggar to beggar cried, being frenzy-struck,
‘But there’s a devil in a looking-glass.’

‘Nor should she be too rich, because the rich
Are driven by wealth as beggars by the itch,’
Beggar to beggar cried, being frenzy-struck,
‘And cannot have a humorous happy speech.’

‘And there I’ll grow respected at my ease,
And hear amid the garden’s nightly peace,’
Beggar to beggar cried, being frenzy-struck,
‘The wind-blown clamour of the barnacle-geese.’

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LAMENTO DI UN MENDICANTE

‘Tempo di lasciare il mondo e andarmene via
E ritrovare la salute nell’aria di mare,’
Gridava con foga, da mendicante a mendicante,
‘E rifarmi una vita prima di avere la zucca calva.’

‘E farmi una casa confortevole e una moglie
Per spegnere le braci che ho sotto i piedi,’
Gridava con foga, da mendicante a mendicante,
‘E la brace ancor più ardente che ho fra le gambe.’

‘E per quanto vorrei sposarne una bella,
Passamela – non dev’essere troppo bella,’
Gridava con foga, da mendicante a mendicante,
‘Ché c’è un diavolo in ogni specchio.’

‘Né dev’essere troppo ricca, perché i ricchi
Sono in balìa dei soldi come i mendicanti delle pulci,’
Gridava con foga, da mendicante a mendicante,
‘E non hanno mai il senso dell’umorismo.’

‘E nei miei agi sarò sempre più rispettato,
E sentirò nella pace serale del giardino,’
Gridava con foga, da mendicante a mendicante,
‘Lo schiamazzo delle oche portato dal vento.’

Cavarozzi Bartolomeo_Sacra famiglia_b.n_particolare San Giuseppe

Cavarozzi Bartolomeo – Sacra famiglia, particolare San Giuseppe

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THE SECOND COMING

TURNING and turning in the widening gyre
The falcon cannot hear the falconer;
Things fall apart; the centre cannot hold;
Mere anarchy is loosed upon the world,
The blood-dimmed tide is loosed, and everywhere
The ceremony of innocence is drowned;
The best lack all conviction, while the worst
Are full of passionate intensity.

Surely some revelation is at hand;
Surely the Second Coming is at hand.
The Second Coming! Hardly are those words out
When a vast image out of Spiritus Mundi
Troubles my sight: somewhere in sands of the desert
A shape with lion body and the head of a man,
A gaze blank and pitiless as the sun,
Is moving its slow thighs, while all about it
Reel shadows of the indignant desert birds.
The darkness drops again; but now I know
That twenty centuries of stony sleep
Were vexed to nightmare by a rocking cradle,
And what rough beast, its hour come round at last,
Slouches towards Bethlehem to be born?

– – –

LA SECONDA VENUTA

Voltando e rivoltando nel suo giro largo
Il falco non può sentire il falconiere;
Tutto crolla; il centro non regge;
La pura anarchia è scatenata sul mondo,
La marea di sangue è scatenata, e ovunque
La cerimonia innocente sprofonda;
I migliori perdono la convinzione, ma i peggiori
Si caricano di passione intensa.

Certo qualche rivelazione è prossima;
Certo la seconda venuta è prossima.
La Seconda Venuta! Parole dette a malapena
Quando una vasta immagine dello Spiritus Mundi
Turba la mia visione: in un remoto deserto di sabbia
Un corpo a forma di leone con testa d’uomo,
Lo sguardo fisso e impietoso come il sole,
Muove lento le cosce, mentre tutt’intorno
Vorticano le ombre d’indignati uccelli del deserto.
La tenebra cala di nuovo; ma ora so
Che venti secoli di sonno tombale
Nel dondolìo della culla si ridussero in incubo,
E che razza di bestia rugosa, giunta ormai la sua ora,
Striscia verso Betlemme per nascere?

G M Viani_Diana e Endimone

G M Viani – Diana e Endimone

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THE ROSE OF PEACE

If Michael, leader of God’s host
When Heaven and Hell are met,
Looked down on you from Heaven’s door-post
He would his deeds forget.

Brooding no more upon God’s wars
In his divine homestead,
He would go weave out of the stars
A chaplet for your head.

And all folk seeing him bow down,
And white stars tell your praise,
Would come at last to God’s great town,
Led on by gentle ways;

And God would bid His warfare cease,
Saying all things were well;
And softly make a rosy peace,
A peace of Heaven with Hell.

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LA ROSA DELLA PACE

Se Michele, capo della moltitudine di Dio
Nello scontro fra Cielo ed Inferi,
Ti guardasse dall’alto della soglia del Cielo
I suoi affari scorderebbe.

Senza più dover pensare alle guerre di Dio
Nella sua divina dimora,
Se ne andrebbe a intrecciare stelle
Per inghirlandarti la testa.

E tutte le genti vedendolo inchinarsi,
E le stelle chiare lodarti,
Volgerebbero infine alla grande città di Dio
Seguendo nobili vie;

E Dio cesserebbe il Suo stato di guerra,
Dichiarando il lieto fine;
Istituendo in quiete una pace rosea,
Una pace fra Cielo ed Inferi.

Caccia Guglielmo detto il Moncalvo_San Michele Arcangelo

Caccia Guglielmo detto il Moncalvo – San Michele Arcangelo

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THE LIVING BEAUTY

I BADE, because the wick and oil are spent
And frozen are the channels of the blood,
My discontented heart to draw content
From beauty that is cast out of a mould
In bronze, or that in dazzling marble appears,
Appears, but when we have gone is gone again,
Being more indifferent to our solitude
Than ’twere an apparition. O heart, we are old;
The living beauty is for younger men:
We cannot pay its tribute of wild tears.

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LA VIVA BELLEZZA

Ho invitato, poiché secco è lo stoppino
E ormai ghiaccio è il sangue nelle vene,
Il mio cuore scontento a trarre gioia
Dalla bronzea bellezza di una scultura
Uscita dal calco, o che in marmo splendente si rivela,
Si rivela, ma se noi andiamo anche lei va,
Indifferente alla nostra solitudine
Come fosse un miraggio. Oh cuore, siamo vecchi;
La viva bellezza è per i più giovani:
Non possiamo pagarle il tributo di lacrime folli.

Ceresa Carlo_Angelo annunciante_b.n

Ceresa Carlo – Angelo annunciante

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