Those of the fourth dimension

Estratti da “The Dreams in the Witch House” di H. P. Lovecraft, con una mia traduzione amatoriale.
Il racconto completo si trova on line.
Le immagini sono tratte da un libro del 1904 scoperto grazie ad un breve saggio.

fourth dimension - hinton

H. Hinton – The fourth dimension

 

Gilman’s dreams consisted largely in plunges through limitless abysses of inexplicably coloured twilight and bafflingly disordered sound; abysses whose material and gravitational properties, and whose relation to his own entity, he could not even begin to explain. He did not walk or climb, fly or swim, crawl or wriggle; yet always experienced a mode of motion partly voluntary and partly involuntary. Of his own condition he could not well judge, for sight of his arms, legs, and torso seemed always cut off by some odd disarrangement of perspective; but he felt that his physical organisation and faculties were somehow marvellously transmuted and obliquely projected — though not without a certain grotesque relationship to his normal proportions and properties.

I sogni di Gilman consistevano principalmente nello sprofondare in abissi sconfinati dai colori crepuscolari incomprensibili e dai suoni sconcertanti e confusi; abissi le cui proprietà materiche e gravitazionali, e la cui relazione con la propria essenza, non poteva nemmeno provare a spiegare. Non si trattava di camminare né arrampicarsi o volare, nuotare, strisciare, contorcersi; eppure esperiva ogni volta un tipo di moto in parte volontario e in parte involontario. Non poteva ben valutare la sua condizione, poiché la visione delle sue stesse braccia, delle gambe e del busto, appariva sempre alterata da una sorta di strana deviazione prospettica; ma sentiva che l’organizzazione e le facoltà del suo fisico venivano in qualche modo meravigliosamente trasmutate e riprogettate in modo trasversale — benché non senza una certa relazione grottesca con le sue normali proporzioni e proprietà.

The abysses were by no means vacant, being crowded with indescribably angled masses of alien-hued substance, some of which appeared to be organic while others seemed inorganic. A few of the organic objects tended to awake vague memories in the back of his mind, though he could form no conscious idea of what they mockingly resembled or suggested. In the later dreams he began to distinguish separate categories into which the organic objects appeared to be divided, and which seemed to involve in each case a radically different species of conduct-pattern and basic motivation. Of these categories one seemed to him to include objects slightly less illogical and irrelevant in their motions than the members of the other categories.

Quegli abissi erano tutt’altro che vuoti, affollati da indescrivibili masse spigolose di sostanza aliena, alcune delle quali sembravano essere organiche, mentre altre sembravano inorganiche. Alcuni degli oggetti organici tendevano a risvegliare vaghi ricordi nel profondo della sua mente, benché non fosse in grado di formulare alcuna idea conscia di ciò che essi parodiavano o suggerivano. Negli sogni più recenti prese a distinguere diverse categorie in cui gli oggetti organici parevano dividersi, e che sembravano implicare ognuna una specie radicalmente differente di modello comportamentale e di stimolo elementare. Di queste categorie una gli sembrava includesse oggetti lievemente meno illogici e insensati nei movimenti rispetto ai componenti delle altre categorie.

All the objects — organic and inorganic alike — were totally beyond description or even comprehension. Gilman sometimes compared the inorganic masses to prisms, labyrinths, clusters of cubes and planes, and Cyclopean buildings; and the organic things struck him variously as groups of bubbles, octopi, centipedes, living Hindoo idols, and intricate Arabesques roused into a kind of ophidian animation. Everything he saw was unspeakably menacing and horrible; and whenever one of the organic entities appeared by its motions to be noticing him, he felt a stark, hideous fright which generally jolted him awake. Of how the organic entities moved, he could tell no more than of how he moved himself. In time he observed a further mystery — the tendency of certain entities to appear suddenly out of empty space, or to disappear totally with equal suddenness. The shrieking, roaring confusion of sound which permeated the abysses was past all analysis as to pitch, timbre, or rhythm; but seemed to be synchronous with vague visual changes in all the indefinite objects, organic and inorganic alike. Gilman had a constant sense of dread that it might rise to some unbearable degree of intensity during one or another of its obscure, relentlessly inevitable fluctuations.

Tutti quegli oggetti — sia organici che inorganici — erano totalmente al di là di ogni possibile descrizione o comprensione. Talvolta Gilman comparava le masse inorganiche a prismi, labirinti, agglomerati di cubi e di superfici, costruzioni ciclopiche; e quelle organiche gli si paravano innanzi come grappoli di bolle, polpi, millepiedi, idoli Indu viventi, ed intricati arabeschi animati da una sorta di risveglio serpentino. Tutto ciò che vedeva era indicibilmente minaccioso ed orrorifico; e quando una delle entità organiche mostrava dai movimenti di averlo notato, lui sentiva un’improvvisa, tremenda paura, che solitamente lo svegliava di soprassalto. Di come si muovessero le entità organiche, non sapeva più di quanto poteva dire di se stesso. Col tempo osservò un ulteriore mistero — la tendenza di certe entità ad uscire all’improvviso da uno spazio vuoto, o scomparire completamente con pari immediatezza. L’urlante, ruggente confusione di suoni che permeava gli abissi andava oltre ogni analisi di intonazione, timbro o ritmo; ma sembrava sincronizzata con i casuali cambi di aspetto di quegli oggetti indefiniti, organici o inorganici che fossero. Gilman provava un senso costante di terrore che poteva intensificarsi fino ad un livello insopportabile durante una qualsiasi delle sue misteriose ed implacabili fluttuazioni.

tesseract - hinton

H. Hinton – The fourth dimension

In the deeper dreams everything was likewise more distinct, and Gilman felt that the twilight abysses around him were those of the fourth dimension. Those organic entities whose motions seemed least flagrantly irrelevant and unmotivated were probably projections of life-forms from our own planet, including human beings. What the others were in their own dimensional sphere or spheres he dared not try to think. Two of the less irrelevantly moving things — a rather large congeries of iridescent, prolately spheroidal bubbles and a very much smaller polyhedron of unknown colours and rapidly shifting surface angles — seemed to take notice of him and follow him about or float ahead as he changed position among the titan prisms, labyrinths, cube-and-plane clusters, and quasi-buildings; and all the while the vague shrieking and roaring waxed louder and louder, as if approaching some monstrous climax of utterly unendurable intensity.

Nella profondità dei sogni era tutto sempre più definito, e Gilman percepì che gli abissi crepuscolari intorno a lui appartenevano alla quarta dimensione. Le entità organiche i cui movimenti si palesavano più rilevanti e sensati erano probabilmente una proiezione delle forme di vita del nostro pianeta, esseri umani inclusi. A cosa quelle restanti corrispondessero nella rispettiva sfera dimensionale — o sfere — non s’azzardava a immaginarlo. Due delle entità il cui moto era meno insensato — una congerie piuttosto ampia di ovoidi iridescenti ed un poliedro molto più piccolo dai colori indefiniti e dalle facce in continua trasmutazione — parvero accorgersi di lui e seguire i suoi movimenti fluttuando mentre cambiava posizione fra i prismi giganti, i labirinti, gli agglomerati di solidi e piani, le pseudo-costruzioni; e nel mentre il frastuono si faceva sempre più assordante, come a raggiungere un mostruoso climax d’intensità assolutamente insopportabile.

During the night of April 19–20 the new development occurred. Gilman was half-involuntarily moving about in the twilight abysses with the bubble-mass and the small polyhedron floating ahead, when he noticed the peculiarly regular angles formed by the edges of some gigantic neighbouring prism-clusters. In another second he was out of the abyss and standing tremulously on a rocky hillside bathed in intense, diffused green light. He was barefooted and in his night-clothes, and when he tried to walk discovered that he could scarcely lift his feet. A swirling vapour hid everything but the immediate sloping terrain from sight, and he shrank from the thought of the sounds that might surge out of that vapour.

Nella notte fra il 19 e il 20 aprile si manifestò l’ulteriore sviluppo. Gilman si spostava semi-involontariamente negli abissi crepuscolari accompagnato dalle fluttuazioni dell’ammasso di bolle e del piccolo poliedro, quando fu colpito dalla peculiare regolarità degli angoli formati dalle facce di un agglomerato gigante di prismi in avvicinamento. Passò un secondo e si ritrovò in piedi al di fuori dell’abisso, tremante su sul declivio roccioso di una collina avvolta da un’intensa e diffusa luce verde. Era scalzo e in abiti da notte, e quando provò a camminare scoprì di potere a mala pena sollevare i piedi. Un vortice di nebbia celò ogni cosa al di là di quel poco terreno scosceso, e lui si ritrasse dal pensiero dei suoni che avrebbero potuto scaturire da quella nebbia.

He was glad to sink into the vaguely roaring twilight abysses, though the pursuit of that iridescent bubble-congeries and that kaleidoscopic little polyhedron was menacing and irritating. Then came the shift as vast converging planes of a slippery-looking substance loomed above and below him — a shift which ended in a flash of delirium and a blaze of unknown, alien light in which yellow, carmine, and indigo were madly and inextricably blended.

Era lieto di sprofondare nell’indistinto frastuono degli abissi crepuscolari, benché minacciato e irritato dall’inseguimento di quella congerie di bolle iridescenti e di quel piccolo poliedro caleidoscopico. Poi avvenne il cambiamento quando vasti piani convergenti di una sostanza apparentemente scivolosa si profilarono sopra e sotto di lui — un cambiamento che convogliò in un lampo delirante e in una vampa d’ignoto, luce aliena in cui giallo, carminio e indaco erano follemente e inestricabilmente miscelati.

He was half lying on a high, fantastically balustraded terrace above a boundless jungle of outlandish, incredible peaks, balanced planes, domes, minarets, horizontal discs poised on pinnacles, and numberless forms of still greater wildness — some of stone and some of metal — which glittered gorgeously in the mixed, almost blistering glare from a polychromatic sky. Looking upward he saw three stupendous discs of flame, each of a different hue, and at a different height above an infinitely distant curving horizon of low mountains. Behind him tiers of higher terraces towered aloft as far as he could see. The city below stretched away to the limits of vision, and he hoped that no sound would well up from it.

Stava mezzo sdraiato su di un’alta terrazza cintata da una fantastica balaustra, che affacciava su una giungla esotica e sconfinata di vette, altipiani, cupole, minareti, dischi orizzontali in equilibrio su pinnacoli, e innumerevoli forme di natura ancor più grande — talune di pietra e altre di metallo — che riflettevano magnificamente il bagliore diffuso, quasi accecante, di un cielo policromo. Alzando lo sguardo vide tre stupendi dischi infuocati, di tre tinte diverse, e a diverse altezze sopra la curva infinitamente distante delle montagne basse all’orizzonte. Dietro di lui torreggiavano a perdita d’occhio livelli sempre più alti di terrazze. La città si stendeva fino ai limiti del visibile, e lui si trovò a sperare che nessun suono potesse mai scaturire da essa.

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1 Commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Una risposta a “Those of the fourth dimension

  1. Daniele

    Ogni singola riga l’ho vissuta in prima persona. Di preciso ogni volta che aprivo il libro di Analisi!

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