San Cristoforo

Piacenza, Oratorio di San Cristoforo.

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Oratorio di san Cristoforo, Piacenza. Abside con affreschi e “quinte” affrescate che dividono la zona del coro.

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Oratorio di san Cristoforo, Piacenza. “Madonna e San Gregorio”, 1690, tela di Roberto de Longe (autore del ciclo di S. Antonino nell’omonima basilica)

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Oratorio di san Cristoforo, Piacenza. La cupola affrescata.

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Chiamato della Morte per la presenza, un tempo, della confraternita che prestava assistenza durante i riti funebri. Opera forse del Valmagini, presenta una cupola affrescata dal Bibiena [1690].

L’edificio è stato commissionato dalla Confraternita detta della Morte, esistente sin dal 1260 presso la chiesa di santa Maria dell’Argine. Nel XVI sec. l’associazione religiosa trovava poi sistemazione nella chiesa di San Silvestro, denominata della “Morte Vecchia”. La Chiesa di San Cristoforo, detta “della Morte Nuova” viene edificata a partire dall’anno 1686 ed inaugurata nel 1690; soppressa nel periodo francese viene riaperta nel periodo della Restaurazione, ma nel frattempo la confraternita era stata sciolta. […]

La tipologia è quella dell’oratorio, cioè luogo di culto destinato ad un gruppo di persone: questo di San Cristoforo è pubblico ed anche la pianta centrale e raccolta richiama l’idea di un luogo intimo, costruito per la comunità.
Certamente l’opera è frutto di una collaborazione tra il Bibiena e l’architetto ducale Domenico Valmagini; quest’ultimo utilizza qui la cultura scenografica a livello urbanistico applicando, infatti, la veduta per angolo codificata dal Bibiena.
L’Oratorio di San Cristoforo, posto nella parte nord della città, all’interno del castrum romano, si situa, infatti, all’angolo di due assi stradali e permette la percezione dello scorcio scenografico da più punti di vista.
La facciata timpanata è caratterizzata dall’addizione dell’ordine gigante ionico applicato a lesene di doppio spessore.
Nell’interno viene sottolineata l’impostazione teatrale nella realizzazione di una sorta luogo per sacre manifestazioni, mediante un accordo tra architettura reale, le nicchie e quattro palchetti, e quella invece dipinta a quadratura dal Bibiena e dal Natali.

Fonte: Cenni storici sull’Oratorio San Cristoforo o “della Morte Nuova”

 

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