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cottura

Scampi e ceci in cottura.

zuppa

Zuppa di ceci con scampi, code di mazzancolle, erba cipollina.

secondo

Baccalà al vapore con zenzero; marmellata di cipolle rosse; insalata di indivia, mandorle, uvetta; pane integrale di grano e farro con uvetta fatto in casa.

dolce

Crema all’ananas e moscato con salsa di mango e cioccolato fondente grattugiato.

variante zuppa

Variante del giorno dopo: zuppa di ceci allungata con brodo, erba cipollina, baccalà.

variante dolce

Variante del giorno dopo: crema all’ananas e moscato con meringa sbriciolata.

Libro consultato per le idee di base:

gualtiero

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Souvenir

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Musica d’altri tempi

Musiche ricopiate, amate e consumate. Musiche di questa vita prima che fosse così. Appunti dal passato, memorie brevi, discorsi sulla memoria che scordo di fare. Il trasloco non è più mio nemico: quel che porta a galla  posso finalmente lasciarlo andare.

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Il roseto

La grande casa d’angolo In fondo alla via ha un roseto sul retro. Addossate al muro le rose si arrampicano su alte canne fissate tra loro a gruppi di tre formando enormi ed altissimi coni fioriti. E’ un roseto di rose rosa-intenso e di rose bianche. La pioggia degli ultimi giorni ha segnato i fiori che questa mattina apparivano pesti e scomposti: i margini delle infiorescenze smangiati, scuriti, i colori slavati. Tutti nella via abbiamo visto il roseto dopo la pioggia. Il proprietario della casa – il maestro di musica – deve aver provato una fitta di triste piacere nel vedere il temporale battere le sue rose. Mentre il vento piegava i fiori avrà trattenuto il respiro per un attimo e per un attimo ancora avrà creduto d’ essere una persona diversa, un poco diversa. Deve aver creduto d’essere un uomo intimamente diverso, d’una diversità impercettibile agli occhi di tutti fuorchè dei propri. Capita di assistere ad un temporale e di sentirsi capaci di sentimenti sublimi e malinconie laceranti. Capita ancora di avere il volto appena bagnato di pioggia leggera e di scoprirsi così amanti delle piccole cose, segretamente vivi ed allegri, disposti ad amare la propria stessa vita. Si crede in questi momenti che ciò che è accaduto in noi sia definitivo e che da ora in avanti la vita prenderà una piega differente perchè quel temporale o quella pioggia leggera hanno rivelato qualcosa che è destinato a durare. Così dev’essere stato per il maestro di musica finchè il sole tiepido di questa mattina ha raggiunto il retro della casa rivelando un roseto vecchio e stanco – ormai al limite della propria stagione – forse già sfiorito nel cuore del suo proprietario.

Le rose che abbiamo raccolto ieri. Ph. Fabrizio

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Playing Don Chisciotte

E’ con grande gioia che vi presentiamo la personale di un’ artista intelligente e gentile. E’ per noi una cara amica quindi non siamo oggettivi nell’esprimere il nostro entusiasmo, tuttavia troverete conferma del grande spessore del suo lavoro  nei suoi scatti, nel testo della curatrice della mostra, in quanto detto e scritto su di lei e nel certamente luminoso futuro che la attende.

Don Chisciotte, sognato da Borges. Di Silvia Bottani, la curatrice della mostra.

“Dunque siamo profondamente influenzati dai libri che non abbiamo letto, che non abbiamo avuto il tempo di leggere”

U. Eco, Non sperate di liberarvi dai libri

Per spazzare via ogni dubbio sin dalla partenza, premetto di non aver letto per intero il Don Chisciotte. Cosa che giustamente farà storcere il naso a chi si appresta a queste brevi riflessioni. Avendo la pazienza – o la fiducia – di proseguire nel testo, cerco di circoscrivere il territorio in cui ho intenzione di muovermi: il El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha, l’opera di Miguel de Cervantes, pubblicato all’alba del 1600, è difatti un organismo, uno di quegli oggetti che arrivano al mondo come creature e come esse sviluppano un proprio percorso di vita nel tempo, dischiudendosi come un giardino segreto e parallelo al mondo ordinario da noi conosciuto.

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Tradurre

In una certa sera di un certo giorno abbiamo incontrato una certa nostra amica  che si fa chiamare con un certo nome, Fatinaincucinache sarebbe poi il suo mestiere. Abbiamo parlato di certe cose, come certi mestieri, in un certo modo e lei ci ha suggerito di guardare un certo documentario sul mestiere del traduttore e sul mestiere del panificatore. Così abbiamo scoperto che certi mestieri hanno certe cose in comune e che in certi modi, ad esempio facendo proprio il proprio mestiere con passione e dedizione, si possono spiegare agli altri con una certa grande efficacia.

Quello che mi ha veramente colpita di Tradurre è l’indescrivibile fatica che implica fare questo mestiere e ancor di più il fatto che ogni traduzione, per quanto eccellente, avrà sempre delle lacune e delle ambiguità rimanendo ad un passo di distanza – forse la giusta distanza – dall’originale. Quel passo per me racchiude un mistero, la chiave di  una porta inaccessibile. Quella distanza incolmabile mi dà la misura della mia misura di essere umano. Mi piace immaginare che lì dov’è impossibile tradurre, in quella piccola imperfezione ci sia un silenzio colmo del grande e perfetto mistero che è l’uomo. Ho cercato di trovare qualcosa che mi aiutasse ad esprimere questo vuoto d’aria intellettuale e l’unico luogo in cui l’ho trovato è stato nell’Antico Testamento, libro della Genesi. Bizzarro, proprio nel testo più tradotto, dibattuto, letto, raccontato e manipolato della storia dell’uomo.

Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro possibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. » Gen. 11:1-9

Per saperne di più:

http://www.jolefilm.it/files/index.cfm?id_rst=94&id_elm=574

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Viapozzo6 su twitter

A tutto il net,

Da oggi questo blog ha un account twitter, quindi potete followarci sul famoso social network, leggere i post ed eventualmente ritwittarli.

Il nostro nickname è viapozzo6 (@viapozzo6).

Nella sidebar qui a fianco è comparso un widget apposta per followarci direttamente.

Come tutti i twitterers, credo, il nostro target sarebbe di avere più follower che following, una specie di metro per capire se sei famoso.

Grazie,
la redazione.

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