Archivi categoria: Grottesco o arabesco

Stranezze via pozzo

Stranezze che furono fotografate prima dell’eliminazione.

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“Pugnus Dei”

Vorrei spezzare una lancia in favore di un telefilm su cui fino a ieri non ci eravamo mai soffermati: Lasko. Una produzione tedesca che sta passando in TV (in chiaro) in questo periodo.

Lasko

Il frate Lasko

La trama è semplice: parla di frati combattenti. C’è un convento i cui frati praticano benissimo le arti marziali e le usano per sgominare, con l’aiuto della polizia, una loggia di cattivi denominata Ares (la sede della loggia, immersa nella macchia boschiva tedesca, si trova sulla collina dirimpetto al convento).

L’ordine di frati combattenti in cui milita anche Lasko si chiama Pugnus Dei. Lasko è il più forte di tutti, ma anche l’abate non se la cava male.

lasko

Il frate Lasko

Nella puntata 2×06 trasmessa ieri, la loggia Ares corrompe il fratello dell’abate del Pugnus, e con il suo aiuto nasconde dell’esplosivo all’interno di un sarcofago antico che deve essere recapitato al convento. Dopo inseguimenti e lotte varie il sarcofago viene disinnescato.

lasko

Gli inseguimenti si ispirano al parkour, le scene di lotta e sparatoria a Matrix e a Bruce Lee. Il prodotto finale ha un sapore metallaro.

lasko

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Albero genealogico Buendìa

L’albero genealogico della famiglia Buendìa di Cent’anni di solitudine, fatto da me:

albero genealogico buendìa

L’unico modo per eliminare gli scarafaggi:

trovò quattro ragazzi ciarlieri, infervorati in una discussione sui metodi per uccidere gli scarafaggi nel Medio Evo. Il vecchio libraio, conoscendo la passione di Aureliano per libri che aveva letto solo Beda il Venerabile, lo sollecitò con una certa malignità paterna a far da arbitro nella controversia, e lui, senza neppur prender fiato, spiegò che lo scarafaggio, l’insetto alato più antico sulla terra, era già la vittima favorita delle pantofolate nell’Antico Testamento, ma che in quanto a specie era definitivamente refrattaria a qualsiasi metodo di sterminio, dalle fette di pomodoro con borace fino alla farina con lo zucchero, perché le sue milleseicentotrè varietà avevano resistito alla più remota, spietata e tenace persecuzione che l’uomo aveva scatenato fin dalle sue origini contro essere vivente alcuno, incluso lo stesso uomo, fino all’estremo che così come si attribuiva al genere umano un istinto di riproduzione, gliene si doveva attribuire un altro più definito e incalzante, che era l’istinto di uccidere scarafaggi, e che se questi erano riusciti a sfuggire alla ferocia umana, era perché si erano rifugiati nelle tenebre, dove si erano resi invulnerabili grazie al timore congenito dell’uomo per il buio, ma in cambio si erano fatti suscettibili allo splendore del mezzogiorno, di modo che già nel Medio Evo, nel presente e per i secoli dei secoli, l’unico modo efficace per uccidere scarafaggi era l’abbagliamento solare.

Disillusione:

Stordito da due nostalgie opposte come due specchi, perse il suo meraviglioso senso della irrealtà, e alla fine raccomandò a tutti che se ne andassero da Macondo, che dimenticassero tutto quello che lui gli aveva insegnato del mondo e del cuore umano, che se ne fottessero di Orazio, e che in qualsiasi luogo si fossero trovati si ricordassero sempre che il passato era menzogna, che la memoria non aveva vie ritorno, che qualsiasi primavera antica è irrecuperabile, e che l’amore più sfrenato e tenace era in ogni modo una verità effimera.

(G. Garcìa Màrquez, Cent’anni di solitudine)

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Addio all’ascensore “famas”

Oggi il nostro ascensore degli anni Cinquanta di tipo famas ha praticato la sua ultima corsa. Il suo legno caldo e scricchiolante verrà sostituito da materiali ultramoderni e leggeri, ricoperti da uno strato metallico satinato antigraffio. Le due ante manuali non ingombreranno più il volume interno durante l’apertura, grazie al pratico sportello scorrevole automatico. Nessuno potrà più dimenticarsi la porta socchiusa all’ultimo piano obbligando tutti gli altri a salire a piedi per sbloccarlo. I pulsanti bianchi dei piani e quelli rossi proibiti ALL e ALT lasceranno il posto a una nuova placca dotata di citofono salvavita. La plafoniera del neon, sopra la quale risultava pratico nascondere le cartacce delle merendine, sarà rimpiazzata da alcuni faretti infrangibili. La botta del relé e il risucchio del motore che seguivano ogni chiamata ed annunciavano l’arrivo o la partenza di qualcuno diventerà un impercettibile sibilo pneumatico e non disturberà più gli inquilini. I nostri ospiti non avranno più paura che le funi si spezzino e non dovranno più farsi quattro piani a piedi. Neanche il pizzaiolo dovrà più farsi quattro piani a piedi con le pizze in mano perché “non aveva capito che quella porta di legno era l’ascensore”. E io non penserò più ai cronopios ad ogni discesa e salita.

E’ un momento molto malinconico, in cui la cinica freddezza della contemporaneità spazza via ogni inerme residuo nostalgico di Novecento.

pulsanti

velocità

placche

Storie di cronopios e di famas

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Manifestazione

Oggi sono sceso all’angolo per vedere il corteo degli ultras in via Roma di puro sostegno ai piacentini del quartiere.

Un ragazzo di colore ascoltava rapito il coro La gigiotta in dal canäl e mi ha chiesto: “chi sono?” “I tifosi del Piacenza Calcio…” gli ho risposto. Poi, mentre la sfilata si avvicinava intonando Piacenza siamo noi Rivogliam la nostra Piacenza Via Roma ai piacentini, mi ha detto: “Che bella Piacenza, una città che canta.”

Penso che la stampa locale mi abbia fotografato sull’angolo di Via Pozzo, in mezzo a un capannello di stranieri che non si rendevano conto del senso di ciò che stava accadendo.

“un mondo di ipocriti”.mp3

“non è targata politicamente, anche se si sa quali siano le nostre idee”

v.roma

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Racconti di doppie personalità

stevenson

Grazie alla prefazione anonima a questa edizione Del Bosco, collana Il sigillo nero terrore, vol.5, 1973, apprendo che

nel 1886, cinque anni dopo la pubblicazione di questo Dottor Jekyll, Oscar Wilde pubblica il suo Ritratto di Dorian Gray, rifacendosi quasi completamente al tema di un racconto di E.A.Poe, William Wilson […] Ma mentre Wilde, come Poe, vede l’alter Ego raffigurato come dipinto sulla tela, Stevenson fa un salto in avanti: lo sdoppiamento è fra due individui reali, produce due comportamenti oggettivamente distinti.

Così sono andato a ripescare nei racconti di Poe il succitato William Wilson, che nella versione italiana un po’ obsoleta diventa Guglielmo Wilson, e si trova nella sezione “racconti del grottesco e dell’arabesco” (1840). Spoiler: Guglielmo Wilson è perseguitato per tutta la sua vita da un suo sosia che si chiama come lui e che è nato lo stesso giorno e che compare sempre e dovunque per rimproverargli la sua dissolutezza. Alla fine, esasperato, Guglielmo Wilson uccide l’altro Guglielmo Wilson, che però ricompare in uno specchio e gli rivela di aver appena ucciso se stesso. Quindi in realtà il binomio Wilson/Wilson mi sembra più simile a Jekyll/Hyde piuttosto che al protagonista di Wilde con il suo ritratto.

Sempre tornando alla prefazione anonima, è interessante anche pensare che

tre anni dopo la pubblicazione di questo racconto [Jekyll e Hyde] vede la luce L’interpretazione dei sogni, e l’universo dell’inconoscibile psicologico assume contorni più chiari.

Più che l’idea che uno scrittore abbia preso spunto da un altro o viceversa, mi interessa pensare che certi concetti e certe sensazioni siano da sempre conosciute all’uomo ma che scriverle lo abbia aiutato a esprimerle, e quindi comprenderle.

Poe

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Similitudini

Sfumature che solo un orecchio fine può apprezzare.

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