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Piccolo reportage S. Maria di Campagna e S. Sisto

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Due inquadrature della cupola della Basilica di Santa Maria di Campagna a Piacenza, dell’architetto piacentino Alessio Tramello, XVI sec., affrescata principalmente dal “Pordenone”:

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“la cupola ed il tamburo realizzati rispettivamente da Giovanni Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone e Bernardino Gatti detto il Soiaro in un periodo compreso tra il 1530 ed il 1543” (santamariadicampagna.com)

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Su santamariadicampagna.com c’è un’incredibile galleria ad alta definizione degli affreschi.

Compare in una bacheca una lettera con cui il “Guercino” Francesco Barbieri, artista tanto amato a Piacenza, comunica che la tela a lui commissionata sarà pronta in due anni (sopra le colonne della chiesa c’è una fascia di trenta e più tele raffiguranti scene sacre) (purtroppo quella del Guercino è illuminata male e quasi non si vede):

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“Cento ducatoni d’argento per ogni figura integra” (nella tela vi sono tre figure)

Anche due cappelle della chiesa sono completamente affrescate dal Pordenone:

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G. A. de Sacchis detto il Pordenone, Cappella di Santa Caterina, S.Maria di Campagna (PC)

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G. A. de Sacchis detto il Pordenone, Cappella di Santa Caterina – particolare, S.Maria di Campagna (PC)

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G.A. de’ Sacchis detto il Pordenone, Cappella delle natività, S.Maria di Campagna (PC)

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G.A. de’ Sacchis detto il Pordenone, Cappella delle natività, particolare

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G.A.de’ Sacchis detto il Pordenone, “Sant’Agostino”, affresco, particolare. S.Maria di Campagna (PC). L’inquadratura non è delle migliori, per evitare i riflessi.

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San Sisto, Piacenza, sempre di A.Tramello:

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Facciata e chiostro d’ingresso

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Cancello in ferro battuto (chiostri) e sullo sfondo un’opera “ricevuta in dono da Dresda” che riprende la Madonna Sistina di Raffaello.

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Vista del soffitto della navata, San Sisto (PC)

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La copia della “Madonna Sistina” nella sua grande cornice barocca (San Sisto, PC)

La vicenda della “Madonna Sistina” è raccontata in dettaglio su vari pannelli informativi disposti nella cripta, che io ho trovato aperta:

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Gli angioletti famosi di Raffaello (sotto) vengono messi a confronto con quelli della copia (sopra)

La chiesa di San Sisto offre anche altri particolari interessanti, fra cui a mio avviso i “paliotti in scagliola” (decorazioni in gesso del ‘700 che simulano gli intarsi in marmo degli altari, info qui):

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Paliotto in scagliola, particolare, San Sisto (PC)

Una tavola in legno dipinta nel 1546:

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S.Novelli, Madonna con bambino e i ss. Girolamo e Pietro, 1546, San Sisto (PC) – l’inquadratura è storta –

Ma soprattutto le bellissime tarsie lignee del coro:

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Un po’ di informazioni dettagliate:

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‘800 parte 2: Michetti

Francesco Paolo Michetti, un pittore che abbiamo conosciuto e apprezzato poco tempo fa nella sua regione Abruzzo.

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A Francavilla nel museo della Fondazione Michetti ci sono due tele immense, “Le serpi” e “Gli storpi”. Sono talmente grandi e scure che nessuna fotografia del totale rende giustizia, ma i dettagli migliori che si possano trovare in rete sono qui: http://artenellavita.blogspot.it/2013/09/il-poeta-il-pittore-ed-il-fotografo.html

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Studi fotografici per "Le Serpi"

Studi fotografici per “Le Serpi”

 

Altre opere di Michetti sono all’interno del Museo Barbella di Chieti:
http://www.museobarbella.it/larte-nei-secoli-xix-xx/

Ritratto di D'Annunzio

Ritratto di D’Annunzio

 

d'annunzio

 

Ma la cosa più stupefacente che ho trovato in rete è la rivista d’arte Emporium. All’indirizzo www.artivisive.sns.it/galleria si può sfogliare virtualmente quasi un secolo di approfondimenti d’arte – dalla fine dell’Ottocento agli anni ’60 del Novecento. Nel numero del dicembre 1910 c’è una monografia su Michetti:

http://www.artivisive.sns.it/galleria/libro.php?volume=XXXII&pagina=XXXII_192_403.jpg

Tra l’altro vi è citato un dipinto, la Processione di bambini, replica di un famoso quadro della collezione Ricci Oddi di Piacenza (info qui: http://www.riccioddi.it/collezione_opere_arte/00681).

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Le opere di Michetti presenti a Piacenza sono tutte eccezionali, dall’Uliveto al grandissimo Morticello, e alle due bellissime scene bucoliche di media grandezza ai lati.
Informazioni interessanti sulle opere, ma con riproduzioni pessime, si trovano qui:
http://www.riccioddi.it/biografia_artisti/00296

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‘800 parte 1: toscani, macchiaioli, a Lucca e alla Ricci Oddi

I macchiaioli toscani in mostra a Palazzo Boccella, Lucca (dettagli: http://www.luccamuseum.com/it/node/152). Mostra molto bella ma molto cara per la quantità di opere esposte…

LEGA

… Considerando che molti degli stessi autori, Lega, Fattori, Signorini, ecc., sono presenti anche a Piacenza nella Galleria Ricci Oddi. La sala XII tra le altre cose è allestita in modo permanente come “Sala dei toscani” (dettagli: http://www.riccioddi.it/news_sala_xii.php). Nel bookshop si trova anche l’interessante e specifico catalogo, che è fuori catalogo, scusandomi per il giuoco di parole:

toscana ricci oddi

(link al catalogo)

Fra le opere dei toscani alla Ricci Oddi, degne di nota:

una piccolissima cucina di Cafiero Filippelli;

una “Marina di Viareggio” di Telemaco Signorini ambientata proprio su una lunga spiaggia dove siamo stati in vacanza una settimana fa, nei pressi di Torre del Lago, con le Alpi Apuane sullo sfondo;

alcune acqueforti di Fattori;

“Pagliai al sole” di Lega.

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Chiostro della Meridiana

Anche se non si vede bene, quella con il cerchio giallo è una meridiana; il chiostro è all’interno dell’ospedale nuovo; sullo sfondo Santa Maria di Campagna, una delle chiese più incredibili di Piacenza.

chiostro

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Cantone del Pozzo come si presentava dopo i bombardamenti…

Cantone del Pozzo come si presentava dopo i bombardamenti aerei che ne hanno quasi totalmente sconvolto e distrutto le antiche strutture borghigiane:

Cantone del Pozzo come si presentava dopo i bombardamenti

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Immagine tratta da Piacenza popolaresca delle vecchie borgate (di Gaetano Pantaleoni e Giuseppe Romagnoli, 1981) un libro bellissimo e introvabile. L’ho consultato alla Trattoria S.Giovanni.

Piacenza popolaresca delle vecchie borgate

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Piacenza e Italia

Un libro che ho sfogliato l’altro giorno, Piazze d’Italia, una tipica edizione delle banche, con foto antiche di molte città d’Italia.

piazze d'italia

Un sito spartano ma prezioso che contiene un archivio di foto e altro su Piacenza: www.piacenzantica.it, segnalato da un amico.

piazza cavalli

Piacenza e la sua provincia, Leonardo Cafferini, una bellissima guida dettagliata sulla provincia di Piacenza, naturalmente suddivisa per vallate.

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Turismo

Se c’è una cosa che ho visto aumentare nella mia città in questi ultimi anni, a parte il traffico, è il turismo. Non siamo ai livelli di una qualunque città turistica, ma rispetto alla totale assenza di prima, qualcosa è cambiato. Per esempio d’estate non è più così strano imbattersi in una comitiva di anziani che seguono una guida per le vie del centro. E’ raro ma non impossibile sentir parlare francese o inglese dei giovani vestiti da gita. Una volta ci è persino capitato di dover dare indicazioni a una coppia di stranieri che cercava una pizzeria. Sono convinto che in una nuova revisione di una qualche guida turistica sull’Italia sia stato aggiunto un trafiletto su Piacenza, o che abbiano aumentato di una stellina il voto sul Touring Club, o qualcosa del genere.

Fa parte di questa evoluzione cittadina, secondo me, anche il Festival del diritto, che fino a questa edizione, la quarta, non avevo mai considerato. Quest’anno è stato pubblicizzato come non mai, come i veri festival, mi viene da dire. Ho sentito pubblicità alla radio e visto locandine su varie riviste importanti. L’organizzazione è stata molto presente, con informazioni chiare ovunque per la città, un programma ricco di dettagli, sia on-line che su carta. Ho scoperto che in città ci sono almeno nove Bed & Breakfast, pensavo non ce ne fosse uno.

Ho deciso di seguire una manciata di conferenze, più per curiosità che per vero interesse verso gli argomenti (il diritto non è molto invitante per i non addetti). Fortunatamente il tema del festival Umanità e tecnica lascia molto spazio alle divagazioni. E le location utilizzate sono posti bellissimi. In Piazza Cavalli c’era una gran tenda piena di libri e uno schermo che proiettava le conferenze sia in diretta che in replica.

Tanto per avere un promemoria, ecco ciò che ho potuto seguire:

Margherita Hack “Il cielo stellato sopra di noi” (non completamente e solo in replica sullo schermo).

Nuccio Ordine “Contro l’età dell’oro e contro il profitto”, con riferimenti a Giordano Bruno e, con sorpresa, a David F. Wallace.

Raffaele Guariniello “Il dovere delle regole”, intervistato da Corrado Stajano.

Enzo Bianchi “Un orizzonte di comunità” (sempre mediante schermo).

Mario Dogliani “La legge come limite, alla prova della scienza e del capitalismo”, con riferimenti a Hobbes e Freud.

Quello che alla fine mi è piaciuto di più è stato Enzo Bianchi. Ho persino memorizzato una frase, che Enzo Bianchi ricordava raccontando dell’educazione ricevuta da suo padre: Fa’ la fame, ma compra i libri e gira il mondo.

Un libro che avrei voluto comprare, ma poi non ho comprato, è il seguente (Leopardi a 15 anni scrisse un trattato di astronomia dalle origini all’Ottocento):

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