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Kipling racconti – ennesima puntata

Il concetto di arte impegnata è una ingenuità, perché nessuno può veramente sapere quello che sta facendo. Uno scrittore, ammise Kipling, può concepire una favola, ma non penetrarne la morale. Egli deve essere leale verso la propria immaginazione e non verso le ovvie, effimere circostanze di una supposta “realtà”.

Borges, prologo a La rosa profonda, 1975

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Nella casa di Suddhoo
Un anziano indiano di nome Suddhoo riceve notizie del figlio malato tramite manifestazioni spiritiche organizzate dal padrone di casa. Per una serie di circostanze nessuno può smascherare l’impostura.

La sua legittima sposa
Un soldato effeminato soprannominato Il Verme scommette che riuscirà ad umiliare in pubblico il proprio superiore. Per vincere la scommessa organizza uno scherzo in cui si traveste da donna e finge di essere sua moglie inglese venuta a trovarlo in India dopo tanti anni di lontananza.

La corsa ad Handicap
Storia di un cavallo da corsa imbattibile e del sabotaggio di una gara organizzata ai suoi danni.

Oltre i limiti (altrimenti detto Fuori giurisdizione)
Un uomo inglese si innamora di una donna indiana rinchiusa in una stanza sul retro di una casa in un vicolo. La frequentazione segreta porterà a danneggiare entrambi.

In errore
Un uomo si salva dal proprio alcolismo grazie all’idea errata che si era fatto di una donna.

Venus Annodomini
Storia di una donna amata da tutti e di un uomo convinto di amarla più di tutti gli altri. Scoprirà che anche suo padre fu uno dei pretendenti della donna.

Una frode bancaria
Un direttore di banca scopre che il suo contabile è malato terminale e gli tiene nascosta fino alla morte sia la rivelazione del dottore, sia l’intenzione della sede centrale di licenziarlo.

Emendamento Tods
Un ragazzino indisciplinato diventa “mascotte” dei membri del Consiglio e, grazie alle cose che ha sentito dire dagli adulti, aiuta a risolvere una questione politica.

La porta dei cento dolori
Un frequentatore di una “casa d’oppio” indiana racconta le differenze fra l’ottima gestione del cinese che l’aveva fondata e la pessima gestione successiva del nipote.

plain tales

Plain Tales from the hills (1888)

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Altri racconti brevi di Kipling

Gli ultimi racconti di Kipling furono non meno labirintici di quelli di Kafka o di James, ai quali sono senza dubbio superiori; ma nel 1885, a Lahore, egli aveva portato a termine una serie di racconti brevi, scritti in stile lineare, poi messi insieme nel 1890. Di questi non pochi – In the House of SuddhooBeyond the PaleThe Gate of the Hundred Sorrows – sono laconici capolavori…

Borges, prologo a Il manoscritto di Brodie, 1970

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Lispeth
Una ragazza indiana “cristianizzata” si innamora di un inglese già fidanzato che non la ama ma per tenerla tranquilla le promette che tornerà per sposarla: lei scoprirà che gli inglesi sono tutti bugiardi e ritornerà con la sua gente.

Tre, e Uno in più
Una moglie durante un ballo riconquista suo marito, dopo una crisi di matrimonio dovuta alla perdita di un figlio.

Gettato via
Due militari scoprono il suicidio di un commilitone e inscenano una morte naturale riscrivendo le lettere di addio ai suoi familiari per non farli soffrire.

Il giogo degli infedeli
Un inglese parte per l’India lasciando l’amata in Inghilterra, lei si sposa con un altro, lui le scrive che l’aspetterà per sempre, ma poi sposa un’indiana. Quando il marito muore, lei ricorda la promessa dell’amato e va in India a cercarlo, trovandolo sposato.

Alba equivoca
Già riassunto qui: racconti-di-kipling-per-voi

Il salvataggio di Pfuffles
Un inglese in India finito sulla cattiva strada viene sedotto da una donna che ha l’intenzione di rimetterlo in sesto e prepararlo per il matrimonio con la promessa sposa Inglese (e ci riesce).

Le frecce di Cupido
Una ragazza perde di proposito una gara di tiro con l’arco perché c’era in palio il fidanzamento con un uomo ricco ma bruttissimo.

I tre Moschettieri
Tre commilitoni organizzano il finto rapimento e salvataggio di un Lord odiato dalla guarnigione, per spaventarlo e convincerlo ad annullare una parata.

La sua possibilità nella vita
Un ufficiale prende la decisione di sedare una rivolta sparando a un uomo, per innescare un meccanismo di riconoscimenti e di pentimento che gli permetterà di essere rimandato nell’entroterra dove avrebbe potuto sposarsi.

Orologi nella notte
A causa di uno scambio accidentale di due orologi e di uno scherzo durato troppo, si svela una storia di tradimenti e un matrimonio viene rovinato.

L’altro uomo
Una donna infelicemente sposata scopre che potrà rivedere il suo primo amore, che però è molto malato e quando arriva da lei in carrozza è già morto da due ore.

[continua]

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If

La poesia “If” di R. Kipling con una traduzione amatoriale in dodecasillabi ideata per mantenere le rime.

– – –


If

If you can keep your head when all about you
Are losing theirs and blaming it on you;
If you can trust yourself when all men doubt you,
But make allowance for their doubting too:
If you can wait and not be tired by waiting,
Or being lied about, don’t deal in lies,
Or being hated, don’t give way to hating,
And yet don’t look too good, nor talk too wise;

If you can dream — and not make dreams your master;
If you can think — and not make thoughts your aim,
If you can meet with Triumph and Disaster
And treat those two impostors just the same:
If you can bear to hear the truth you’ve spoken
Twisted by knaves to make a trap for fools,
Or watch the things you gave your life to, broken,
And stoop and build ‘em up with worn-out tools;

If you can make one heap of all your winnings
And risk it on one turn of pitch-and-toss,
And lose, and start again at your beginnings
And never breathe a word about your loss:
If you can force your heart and nerve and sinew
To serve your turn long after they are gone,
And so hold on when there is nothing in you
Except the Will which says to them: “Hold on!”

If you can talk with crowds and keep your virtue,
Or walk with Kings — nor lose the common touch,
If neither foes nor loving friends can hurt you,
If all men count with you, but none too much:
If you can fill the unforgiving minute
With sixty seconds’ worth of distance run,
Yours is the Earth and everything that’s in it,
And — which is more — you’ll be a Man, my son!

– – – – – – – – –

Se…

… Non perdi la testa ma tutti lo fanno
E della disgrazia la colpa ti danno;
Se ascolti te stesso perché hai buon istinto
E rispetti anche chi sembra meno convinto:
Se sai aver pazienza e non temi l’attesa,
Se un uomo ti offende e non rendi l’offesa,
Se non assecondi un bugiardo che mente,
Eppur non ti mostri mai troppo saccente;

Se sei un sognator — ma coi piedi per terra;
Se adopri il cervello — ma non per la guerra,
Se incontri per strada un Trionfo o uno Smacco
E tratti ambedue con eguale distacco:
Non cedi alla rabbia a veder dei furfanti
Che sfruttan tue idee ma ne imbrogliano tanti,
Se quando son rotte le cose a te care,
Ti metti d’impegno per ricominciare;

Se puoi fare un mucchio di ciò che possiedi,
Giocartelo tutto così su due piedi
E perderlo e poi ritrovarti da zero
E non farne un lamento e non farne un mistero:
Se chiedi al tuo cuore — ai tuoi tendini e nervi
Che oltre ogni sforzo rimangan tuoi servi,
E corri anche quando nel corpo non hai
Che un grido che dice così: “Ce la fai!”

Se parli alla gente restando virtuoso,
Se i Re tu frequenti e non sei pretenzioso,
Se amici e nemici non sono un intoppo,
D’ognun tieni conto, ma invero mai troppo:
Se poi sai riempire i minuti impietosi
Con tutti i sessanta secondi preziosi,
E’ tua già la Terra, con ciò che contiene,
E tu — mio figliuolo — sei un Uomo per bene!

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Kipling, altri racconti

Un’altra sessione di racconti, sempre dalla raccolta doppia edita da Oscar Mondadori.

kipling

– Qui noi sbarcammo. Storia di quattro amici inglesi che lavorano in India, uno dei quali sembra ammalarsi e poi viene trovato morto con impressa in fondo alle pupille un’immagine indicibile.

– Il marchio della bestia. Storia di tre amici inglesi che lavorano in India, uno dei quali, ubriaco, compie un atto vandalico presso un tempio indigeno e nei giorni successivi viene tormentato da un lebbroso.

– La strana cavalcata di Morrowbie Jukes. Storia di un inglese d’India che finisce col suo cavallo in un dirupo senza uscita in cui vivono esiliati degli indigeni che furono casi di morte apparente.

– Il ritorno di Imray. Storia di un inglese d’India che va ad abitare nella casa di un personaggio sparito dalla circolazione, che si scopre poi essere stato ucciso dal suo valletto e nascosto su una trave in soffitta.

– La storia di Muhammad Din.Storia di un inglese d’India che si affeziona al figlio di un indigeno.

– Il capo del distretto. Storia di un Bengali che viene messo al potere in un distretto dell’India inglese, e dei disordini che ne conseguono poiché le altre etnie non ne riconoscono l’autorità.

 

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Racconti di Kipling per voi

E’ difficile fare ordine nei racconti di Kipling pubblicati in Italia. A parte le raccolte più famose (che io ho ignorato) esistono “compilation” di vari editori, molte delle quali fuori catalogo. In nessun caso coincidono con le uscite originali inglesi dell’epoca. Io mi sono basato principalmente su un doppio Oscar Mondadori, suddiviso in “racconti anglo-indiani” e “racconti della vendetta e della memoria”.

Racconti

Racconti anglo-indiani

Il concetto di questa edizione è che le storie scritte prima del 1900 riguarderebbero il mondo coloniale inglese (“anglo-indiani”), mentre dopo il 1900 sarebbero più mistiche e misteriose (“vendetta e memoria”). Molto attratto da questi ultimi, mi sono appassionato maggiormente ai primi. Ho anche constatato che la suddivisione lascia il tempo che trova. La cosa positiva è che ogni racconto è corredato di note dettagliatissime.

Altri racconti sono contenuti nella seconda parte di questa vecchia edizione Fabbri del romanzo “La luce che si spense” (“disastroso ma interessante” secondo Burgess):

Kipling

[Detto tra parentesi, in tutti e tre i libri di cui sopra (quattro considerando anche “Kim”, che non fa eccezione) ho letto critiche spietate a Kipling in prefazione e postfazione… come se si dovesse giustificarne la pubblicazione prendendo le distanze dall’autore. A me dei problemi di coscienza degli inglesi non importa alcunché.]

Questo è il resoconto di ciò che ho letto:

“L’uomo che fu” – Un soldato russo disperso ricompare dopo anni in India, colto sul fatto a rubare fucili a un reggimento anglo-indiano, durante una festa a cui partecipava un ospite russo, che lo riconosce.

“La tomba dei suoi avi” – Saga di un leader bianco predestinato dalla famiglia a comandare una tribù di indigeni ingestibili della giungla indiana. Gli sviluppi ricordano tantissimo “Cuore di tenebra” di Conrad, anche se “La tomba dei suoi avi” è stato pubblicato prima.

“L’uomo che volle farsi re” – E’ uno dei racconti più famosi credo, citato anche da Bruce Chatwin nel libro “In Patagonia”, e anche un film “tratto da”. E’ la storia di due uomini che si mettono in testa di diventare sovrani di un piccolo stato assurdo vicino all’Afghanistan, ci riescono con varie peripezie e attraverso procedure massoniche, poi vanno in rovina ma riescono a raccontare tutto a un giornalista, che sarebbe la voce narrante. Anche questo nel tema ricorda molto “Cuore di tenebra”, e anche questo è precedente.

“Affidati al braccio secolare” – Storia di un uomo inglese che sposa segretamente un’indiana musulmana che poi si ammala di peste e muore.

“Da archiviare per uso futuro” – Un letterato inglese in rovina vive come un vagabondo in un Serraglio indiano, conosce il narratore, al quale prima di morire affida il manoscritto della sua meravigliosa autobiografia da sistemare e pubblicare.

“Alba equivoca” – Un ufficiale inglese dell’India coloniale si innamora di una donna ma, durante un pic-nic notturno, si dichiara erroneamente alla sorella a causa di una tempesta di sabbia che impedisce la visuale. Il narratore sistema la faccenda chiarendo l’equivoco.

Fin qui tutti i racconti, secondo me, sono dei capolavori assoluti di narrativa storica. Passando al secondo volume:

“Bee bee pecora nera” – Racconto autobiografico: un bambino inglese nato in India viene spedito insieme alla sorellina in Inghilterra per frequentare le scuole. Si ricongiunge alla madre dopo anni di sofferenze all’interno di una famiglia di “zii” adottivi severissimi.

“Una guerra per soli Sahibs” – La guerra degli inglesi contro i Boeri in Sudafrica, vista dagli occhi di un indiano “occidentalizzato” che avrebbe voluto combattere al fianco degli inglesi. Le contraddizioni e le assurdità del conflitto sono spiegate in modo inequivocabile.

“Mary Postgate” – Un soldato tedesco della prima guerra mondiale precipita con l’aereo in un paesino in Inghilterra e la signora Mary Postgate lo vede ma non lo soccorre, per vendicarsi del fatto che il figlio della sua padrona era morto precipitando con l’aereo.

“Il giardiniere” – Storia di una donna inglese il cui nipote muore in Belgio nella grande guerra. Il vero significato mi sfugge.

“Nell’interesse dei confratelli” – Un uomo viene invitato a partecipare agli incontri di una strana Loggia di reduci di guerra che segue in modo poco ortodosso le regole e le procedure massoniche. Per tutto il racconto il protagonista sembra interessato e accondiscendente, ma nel finale a sorpresa medita di denunciare i confratelli.

“Essi” – Un uomo perdendosi in automobile nella campagna inglese incappa in una casa circondata da un bosco abitato da bambini e strane presenze.

“La storia più bella del mondo” – Un ragazzo aspirante scrittore ha in mente una storia interessantissima ambientata nell’antica Grecia ma non riesce a scriverla, così pensa di farla scrivere a uno scrittore vero. Lo scrittore scopre che la trama proviene da una vita passata del ragazzo, il quale la racconta ad alta voce in stato di trance, inframezzandola con altre storie interessantissime di epoche diverse (la scoperta dell’America da parte dei vichinghi, per esempio, sempre da vite passate). A un certo punto il ragazzo si innamora di una donna e la sposa, e si dimentica delle sue vite passate prima che il libro venga pubblicato.

Almeno la metà di questi ultimi racconti sono dei capolavori.

Altri racconti, come per esempio “Polizia del mare”, trattano temi storici talmente specifici che mi hanno fatto desistere. Passando al libro in edizione antica:

“Sulle mura della città” – Nel salotto di una prostituta indiana si incontrano personaggi di tutte le etnie, compreso un vecchio recidivo dissidente sikh, che viene aiutato a scappare in segreto dalla città durante i tafferugli scoppiati in occasione di una festività musulmana. La fuga è organizzata all’insaputa del narratore, rispettabile inglese che, sebbene ignaro di tutto, viene “usato” come scorta del sikh.

Non escludo futuri aggiornamenti su altri racconti.

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Ricambiare il male

“Non hai appreso bene la lezione, chela. […] Ombra su ombra, questo è stato il colpo. Il male in sé […] ha incontrato il male in me: rabbia, furia, e una gran voglia di ricambiare il male. Che hanno rimescolato il sangue, messo in subbuglio lo stomaco, e frastornato le orecchie. […] Esente da passioni, il brutto colpo avrebbe causato solo un male fisico – un graffio, o un livido – che è illusione. Invece la mia mente non era distaccata, e fu subito presa da una gran voglia di lasciare che gli uomini di Spiti uccidessero.”

(Rudyard Kipling, Kim)

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Kim

Questo è un brano da  Kim di Rudyard Kipling che riassume al meglio tutta la vicenda:

“Questo è il vasto mondo, e io sono solo Kim. Chi è Kim?” Esaminò la propria identità, cosa che non aveva mai fatto prima, finché non gli girò la testa. Era un individuo insignificante nel tumultuoso turbinio dell’India, diretto a sud incontro a chissà quale destino.

Se fossi l’editore sceglierei questa frase per la quarta di copertina.

La mia professoressa delle medie doveva essere pazza per scegliere Kim come libro di narrativa. Lo lessi dall’inizio alla fine senza capire una parola, e nemmeno l’argomento. Non l’ho mai più aperto fino a pochi giorni fa, quando ho aperto per caso la prima pagina e sono rimasto fulminato e ora lo sto leggendo tutto. Un libro di avventura incredibile (in senso assoluto, anche volendo tralasciare i paragoni con i contemporanei, siamo nel 1901, o con altri scrittori del ‘900… scopro che Borges citava Kipling come suo riferimento principale), raffinatissimo. Una delle letture migliori di quest’anno – in compagnia di altre cose eccezionali come Màrquez e Andric.

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Questa è la copertina migliore che ho trovato in rete, ma in realtà l’edizione corrente è a cura di Ottavio Fatica, con una grande traduzione. In quella in mio possesso c’è anche un’introduzione di Claudio Magris.

“Ora, va da sé che una cavalla del Kathiawar, tolta dalla sabbia del suo paese e spostata nel Bengala occidentale, si azzopperà… e perfino uno stallone di Balkh (e non ci sono cavalli migliori di quelli di Balkh, non fosse per le spalle così pesanti) non varrà più nulla nei grandi deserti del nord a paragone dei cammelli delle nevi che ho visto. Perciò in cuor mio dico che tutte le fedi sono come i cavalli: ognuna ha valore nel suo paese.”

(R.Kipling, Kim)

Nei commenti: una mappa dell’India da Lahore a Benares.

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