Archivi tag: Thomas Bernhard

Musica totale

1

(Thomas Bernhard, Antichi maestri)

 

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Arte o fotografia, Libri o scrittura

Variazioni Goldberg

Glenn Gould che suona le “variazioni Goldberg” di Bach, l’opera pianistica su cui è incentrato il libro Il soccombente che abbiamo già citato.

Sempre dal Soccombente di Bernhard un passo molto bello che parla del meccanismo dell’infelicità cronica:

Pur essendo in molte cose più fine e sensibile di me, finiva sempre per armarsi, fu questo il suo errore più grande, di sentimenti sbagliati, insomma era un vero soccombente, pensai.
(…)
In verità sono molte le persone che proprio perché profondamente immerse nella loro infelicità, in fondo sono
felici, pensai, e dissi a me stesso che forse Wertheimer è stato davvero felice perché della propria infelicità è stato
consapevole in ogni momento e di essa si è potuto rallegrare.
Ad un tratto il pensiero che egli avesse paura di perdere la propria infelicità per un qualsiasi motivo a me ignoto, e che per questo si fosse recato a Coira e poi a Zizers per togliersi la vita, ad un tratto questa idea non mi parve per niente assurda.

il soccombente

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura, Musica o radio

Il soccombente, 2

Altri estratti da Il soccombente di T.Bernhard:

Pensare che per cinquant’anni non abbiamo nessun altro desiderio se non quello di essere morti, eppure seguitiamo a vivere e non possiamo farci niente perché siamo incoerenti da cima a fondo, così lui.

….

Tutte le predisposizioni sono in me micidiali, mi ha detto una volta, pensai, tutto è stato predisposto in me in maniera micidiale da coloro che mi hanno generato.

Noi non siamo in effetti esseri umani, noi siamo prodotti artificiali, l’uomo che suona il pianoforte è un prodotto artificiale, un prodotto disgustoso, diceva lui per concludere. Noi siamo quelli che vogliono continuamente sottrarsi alla natura, ma com’è ovvio non ci riusciamo, così diceva, pensai, e restiamo a metà strada. In sostanza, diceva, non vogliamo essere uomini ma pianoforte, per tutta la vita vogliamo essere pianoforte e non uomini, sfuggiamo all’uomo che è in noi per diventare pianoforte in tutto e per tutto, ma in questo siamo destinati a fallire anche se non vogliamo crederci.

Poiché nessuno aveva detto una parola e la bara di Wertheimer era stata calata nella fossa con enorme velocità da un becchino che aveva dato prova di incredibile destrezza, il funerale non era durato in tutto più di venti minuti.

il soccombente

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura

Il soccombente, estratti

Mi scuso con il pubblico per la carenza di articoli nell’ultimo periodo.

Oggi alcuni estratti da Il soccombente, di Thomas Bernhard, un autore importante a me sconosciuto. Parla di tre musicisti, fra i quali Glenn Gould, il più importante pianista del ‘900. Ispirato a personaggi veri, è un racconto di finzione.

Di tutti i bambini che vivono in campagna i maestri dicono che hanno del talento, talento per la musica soprattutto, e in realtà invece non hanno il minimo talento, sono tutti bambini assolutamente privi di qualsiasi talento, e il fatto che uno di loro soffi in un flauto o pizzichi una chitarra o strimpelli su un pianoforte non dimostra ancora che egli abbia del talento.

Per ora mi piace.

In un ambiente di studio che ci è ostile studiamo meglio che in un ambiente a noi amichevole, e colui che si accinge a studiare farebbe bene a scegliere un luogo di studio che gli sia ostile piuttosto che un luogo con un’atmosfera amichevole, in quanto un’atmosfera amichevole gli toglierebbe gran parte della concentrazione sullo studio, mentre un ambiente a lui ostile permette una concentrazione totale, al cento per cento, su questo studio, dal momento che su questo studio egli deve concentrarsi se non vuol cadere in preda alla disperazione, e in questo senso Salisburgo, come tutte le altre cosiddette belle città, è probabilmente raccomandabilissima per chi voglia compiervi un corso di studi.

Non l’ho ancora finito, me l’hanno prestato come fosse un libro divertente, ma per ora è molto triste.

In realtà non volevo essere un virtuoso del pianoforte in quanto ho sempre avuto contro questa idea le più ampie riserve e ho soltanto abusato del virtuosismo pianistico ai fini del mio processo di intristimento.

il soccombente

Se guardiamo con attenzione gli esseri umani, ci disse Glenn una volta, non vediamo altro che mutilati, mutilati esteriormente o interiormente, o anche interiormente ed esteriormente, sono tutti così, pensai. Quanto più a lungo guardiamo con attenzione un essere umano, tanto più egli ci appare mutilato, dal momento che all’inizio ci rifiutiamo di percepire l’entità vera della sua mutilazione. Il mondo è pieno zeppo di mutilati. Camminando per la strada incontriamo soltanto mutilati. Invitiamo da noi una persona e ci troviamo in casa un mutilato.

E infine:

Spesso gli eredi procedono in queste cose con una rapidità e una mancanza di scrupoli di cui noi non riusciamo nemmeno a farci un’idea. Poche ore dopo la morte del testatore, come viene chiamato, gli eredi svuotano la casa, portano via tutto e non permettono ad anima viva di avvicinarsi.

Lascia un commento

Archiviato in *Fabrizio, Libri o scrittura